Il walzer dei candidati in Abruzzo, Tomassini: «Appoggio Foschi ma non ho spinto con Fi e Lega»



«Non ho mai contattato Forza Italia e la Lega per sponsorizzare un candidato alle Regionali in Abruzzo perché non ricopro incarichi politici dal 2013 e non voglio entrare nella bagarre delle candidature. Ma da privato cittadino ho una mia opinione e a chi viene a chiedermi cosa penso dico chiaramente che stimo molto Massimiliano Foschi, che è un bravissimo medico, amato dai cittadini e che ha tutte le carte in regola per essere candidato e per riformare la sanità abruzzese». Bolla come «illazioni» le voci che lo vorrebbero “deus ex machina” degli accordi per il candidato governatore d’Abruzzo alle elezioni del prossimo 10 febbraio Antonio Tomassini, il medico settantacinquenne originario di Ascoli Piceno già senatore con Forza Italia e, dal 2008 al 2013, presidente della Commissione Igiene e Sanità di Palazzo Madama. Tomassini, che ha un legame familiare con l’Abruzzo ma che vive in Lombardia, oggi è consulente per un’azienda che si occupa di strategie sanitarie e non riveste alcun ruolo istituzionale.


Dopo vent’anni in Forza Italia ammette: «Non sono più iscritto ad alcun partito e non partecipo ad alcuna trattativa per la scelta del candidato alle Regionali». Lo sottolinea per smentire le ricostruzioni delle ultime ore, che raccontano di un Tomassini impegnato prima a contattare la dirigenza di Forza Italia e, dopo aver avuto il due di picche, rivolgersi alla Lega. Il motivo dell’interesse di Tomassini, secondo i rumors, sarebbe stato quello di far inserire nella lista dei papabili per la corsa alla Regione Massimiliano Foschi, un giovane medico di 35 anni che, prima del presunto interesse dell’ex senatore era rimasto fuori dalla rosa dei nomi ma che, dopo l’ipotetica sponsorizzazione, è entrato nella lista dei nomi della coalizione di centrodestra. Nomi che fanno tutti riferimento al partito di Fratelli d’Italia, in base all'accordo che a metà settembre ha portato il centrodestra nazionale ad attribuire al gruppo della Meloni la scelta del nome da far correre alle Regionali. Insomma, sarebbe stato l’impegno di Tomassini a far aggiungere il nome di Foschi a quello dei due papabili Giandonato Morra, coordinatore regionale di Fdi, e al senatore Marco Marsilio.I n un clima sicuramente freddo e non per le temperature in calo sul Gran Sasso, ma per la richiesta di Forza Italia di rivedere l’accordo che, di fatto, mette il veto sui nomi che non appartengono al circuito della Meloni, Tomassini non calma certo gli animi, ma sottolinea: «È pertinente la candidatura a Fratelli d’Italia e chi sul territorio dice no, tipo Fi, e precisa di avere una bomba in casa faccia il nome di questo candidato». E sulla terna in quota Meloni aggiunge: «Io non voglio togliere nulla ai nomi di Morra e Marsilio, non li conosco, non so valutare se siano o meno forti perché non li conosco, ma sicuramente ho avuto modo negli anni di conoscere Foschi e sono convinto che lui è idoneo a ricoprire quella carica». Insomma, Tomassini non nasconde il suo apprezzamento e, probabilmente, il suo appoggio al collega Foschi, ma da qui a telefonare, brigare e sponsorizzare ne passa. È anche vero che chi stima l’ex senatore forzista non avrà difficoltà a stimare anch’egli Foschi, non avrà bisogno di telefonate.


Il medico settantacinquenne da sempre impegnato nella sanità lo ribadisce: «Sono stato vent’anni in Parlamento e se qualcuno dei miei ex colleghi mi chiedesse chi penso sia adatto a ricoprire la candidatura io direi senza dubbio Foschi. Ma da qui a insinuare che ho contattato Forza Italia o addirittura il deputato leghista Giuseppe Bellachioma ne passa. Non ho mai chiamato Bellachioma, non ci siamo mai visti». E aggiunge: «Se vogliamo dire che Tomassini è amico fraterno del sottosegretario Giancarlo Giorgetti allora è un’altra cosa, è vero, sono di Varese, ho fatto nascere i due figli di Umberto Bossi». L’amicizia c’è, il contatto no. La sponsorizzazione di Foschi sì, ma solo come passaparola di un privato cittadino.


di Rita Cavallaro

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