Immigrazione: Merkel nei guai Scandalo e sviste, status di rifugiato vendesi
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Immigrazione: Merkel nei guai Scandalo e sviste, status di rifugiato vendesi


Sì, tante grazie alla Merkel... Che si è finalmente degnata di rinfrescare la memoria dei riottosi partners europei, sottolineando che "l'Italia non va lasciata da sola" a fronteggiare l'onda d'urto dei migranti. Ammettendo dunque che, finora, siamo stati negletti e abbandonati, diciamolo pure mollati al nostro ingrato destino di paese di frontiera e di trincea (mediterranea). Ma sul sostegno di "Frau Angela" - uscita ridimensionata dal voto del settembre 2017 e costretta ad annacquare il suo potere nell'abbraccio con i socialdemocratici diversi e distanti - non si può contare più di tanto. La cancelliera democristiana, infatti, se la sta vedendo brutta a casa sua, e proprio sulla grande questione dell' immigrazione. Il suo governo sta facendo una figuraccia epocale con i suoi (esigenti) concittadini. Scandali e disattenzioni, corruzione e 'sviste'. Una scottante verità a lungo tenuta sotto silenzio. Il tentativo di coprire e di metterci una pezza in silenzio.


Finché il bubbone non è esploso, merito soprattutto di "Der Spiegel", l'arcigno settimanale amburghese - il più diffuso tra i crucchi - che (notoriamente) ci prende per i fondelli, ma che - almeno - non perdona alcunché nemmeno ai suoi pezzi da novanta. Nell' importante sede del BAMF (ufficio federale per le migrazioni) di Brema, la famosa "città dei Musicanti", un'inchiesta giudiziaria - condotta 'sotto traccia' - ha scoperchiato una sinfonia davvero stonata. Un vespaio le cui dimensioni si stanno via via allargando. Tra il 2013 e il 2016 compravendita a gogò dell'ambito status di rifugiato (senza averne, ovviamente, i titoli) per almeno 1.200 richiedenti asilo, 115 dei quali segnalati dall' intelligence come sospetti terroristi. Tra i 1000 e i 1500 euro cadauno, et voilà permanenza e tranquillità assicurate. Ma il caso dei "permessi facili" non si ferma qui. Pressioni sull' inebetito esecutivo perché vengano revisionate tutte le autorizzazioni (18mila) concesse dal centro incriminato - ora chiuso - a partire dal 2000. E mirino puntato su altri uffici regionali. Con la presidente della megastruttura struttura federale - Jutta Cordt - che rischia la poltrona. Un disastro per la cancelliera, chiamata direttamente in causa da un inclemente "rapporto riservato" - brani del quale sono finiti sullo stesso giornale - elaborato dal precedente direttore del Bureau centrale per l'Immigrazione. Un autentico 'j'accuse' di quella scriteriata politica delle "porte aperte", che Angela Merkel attuo' testardamente nella scorsa legislatura (quando poteva ancora dettare legge) e che provocò la grave crisi migratoria del 2014. Colpe abbondantemente pagate nelle urne 2017 con la vistosa flessione della CDU. Buchi molto parzialmente rattoppati dalla successiva, tardiva, stretta.


di Giovanni Masotti

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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