In aumento le truffe al telefono, ecco come difendersi


Crescono le truffe sulle carte di credito, in particolare quelle al telefono, tanto da far lanciare alla polizia postale un allerta, con annesso vademecum di autodifesa. Nell’ultimo periodo, sono aumentate in modo netto le denunce da parte di cittadini in relazione ad addebiti non autorizzati sulle proprie carte di credito, dopo raggiri via telefono, anche chiamati 'Vishing' (dall’inglese voice-phishing o phishing vocale). La vittima viene contattata telefonicamente da finti operatori bancari o di società emittenti carte di credito, i quali riferendo di presunte anomalie nella gestione della carta di credito o del conto corrente, avvisano la persona che, nel suo stesso interesse, è necessario attivare fantomatiche 'procedure di sicurezza'. I truffatori chiedono alla vittima di leggere a voce alta il 'codice di conferma' che, proprio in quel momento, appare via messaggio sul display del telefono. Ma tale cifra altro non è che il codice autorizzativo di una transazione che i truffatori effettuano via web ai danni del proprietario della carta. I cyber-criminali infatti, entrati precedentemente in possesso dei dati della carta di credito (numero di carta, data di scadenza e CVV), necessitano di conoscere tale codice di sicurezza per completare una transazione in corso, e sottrarre il denaro della vittima che, credendo in buona fede di aver agito correttamente per mettere in sicurezza la propria carta di pagamento, si accorge solo successivamente degli ammanchi sul conto. La polizia sottolinea ancora una volta l’importanza di non rivelare mai a nessuno, via telefono come via social o via email, i nostri dati più sensibili, le nostre password dispositive, i PIN o i nostri codici di accesso comunque denominati. È opportuno diffidare sempre di fronte a soggetti che richiedono tali dati, presentandosi come operatori di istituzioni pubbliche, importanti aziende o istituti bancari. Utile invece procedere a semplici ed attente verifiche, contattando l’ente coinvolto che potrà confermare i sospetti. Infine, in caso di bisogno, è bene rivolgersi alla polizia postale e delle comunicazioni, a disposizione dei cittadini per ricevere denunce e per fornire ogni supporto e chiarimento, attraverso i propri uffici ed i propri canali virtuali (www.commissariatodips.it).

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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