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In centro tagliano i tavolini all'aperto, i commercianti romani chiedono aiuto a Di Maio


Nelle più belle capitali del mondo c'è sempre un tavolino all'aperto per i turisti. Soprattutto nella stagione estiva chi non vorrebbe cenare seduto nelle più suggestive piazze, ammirando un monumento o un caratteristico scorcio del paesaggio? A Roma, invece, il tavolino all’aperto sta diventando un miraggio. Colpa del Pmo, il piano di massima occupabilità approvato prima dalla Giunta Alemanno e ereditato da Ignazio Marino, il marziano venuto da Genova che, in pochi anni, ha collezionato le antipatie dei commercianti, a causa di una serie di provvedimenti, come anche la chiusura dei Fori Imperiali, che hanno creato sofferenze e disagi ai locali del Centro Storico. E dopo quattro anni dall’entrata in vigore del Pmo, nonostante la città abbia una nuova amministrazione targata 5 Stelle, non solo nulla è cambiato, ma la situazione è diventata critica, con continui blitz dei vigili urbani che, nel migliore dei casi, stanno diminuendo il numero dei tavolini all’aperto ai ristoratori e, nel peggiore, li stanno addirittura vietando. Con la conseguenza devastante che diminuiscono gli incassi dei ristoratori colpiti dal provvedimento, i quali, in sofferenza, sono costretti a licenziare personale e, buona parte, sta maturando la tragica ipotesi di chiudere.


A fare da portavoce della situazione è Mauro Cimino, il titolare di un risto pub a piazza Navona che, insieme con altri colleghi, ha deciso di scendere in piazza, visto l’immobilismo della Giunta Raggi e il silenzio dei giornali nazionali. “Ci troviamo in gravissime condizioni e la politica fa finta di nulla. Stanno massacrando il centro di una delle più belle città del mondo, stanno ammazzando il commercio e il lavoro. Da quando mi hanno tolto i tavoli all’aperto ho dovuto licenziare quattro persone. E come me i miei colleghi. Sono cinquecento le attività in queste condizioni”, ha spiegato Cimino. “La polizia municipale passa per i locali a renderci la vita impossibile, ma gli extracomunitari davanti agli esercizi con le rose e le merci contraffatte neppure li guardano”, sottolinea il ristoratore. Il problema, secondo il commerciante, è “il totale silenzio di Virginia Raggi abbinato al fatto che il municipio è amministrato dal Pd, responsabile di questo piano scellerato, che sembra fatto apposta per ammazzare il commercio”. Il Pmo è stato messo a punto per contrastare il fenomeno del tavolino selvaggio e sanzionare i commercianti furbetti che si appropriavamo indebitamente del suolo pubblico. “Ma alla fine hanno fatto di tutta l’erba un fascio, usando il piano per tagliare i tavolini in Centro”, ha spiegato Cimino, aggiungendo “che noi abbiamo sollevato il problema fin da subito e in campagna elettorale il presidente del Consiglio Comunale, Marcello De Vito, ci aveva promesso che avrebbe rivisto il piano. Ha preso oltre 6mila voti ed è sparito, non ci risponde più”. Anche Virginia Raggi, nella sua corsa per diventare sindaco nel 2016: aveva affrontato la questione dei tavolini. La sua dichiarazione, in occasione di una tavola rotonda organizzata dala Camera di Commercio Di Roma sul tema dei tavolini selvaggi e della movida incontrollata in Centro storico, era stata: “Il miglior modo per tutelare gli interessi dei commercianti e dei residenti è mettere queste persone attorno a un tavolo e trovare un punto d'equilibrio. È vero che la città deve essere di tutti e i residenti non devono essere invasi dal tavolino selvaggio, ma è vero anche che siamo in un momento di difficile crisi economica. Dobbiamo riscrivere insieme i piani di massima occupabilità. Per esempio guardiamo con molto interesse al modello di New York, dove chi occupa il suolo pubblico con i tavolini riceve un foglio dall'Amministrazione che viene esposto nell'esercizio commerciale, in modo che sono gli stessi cittadini a controllare". Belle parole, ma rimaste tali. Niente di tutto ciò è stato fatto, anche perché il I Municipio è governato da quel Pd che è responsabile in parte del Pmo, elaborato senza alcuna concertazione con la categoria e senza una seria valutazione delle ricadute occupazionali, turistiche e commerciale, Precisa Cimino: ”I tecnici che hanno valutato i piani di massima occupabilità non hanno valutato strada per strada quello che è successo e che ne sarebbe derivato, con la mancanza di rispetto per tutte quelle attività commerciali che da anni operano onestamente in queste zone”, E aggiunge: “Il presidente Sabrina Alfonsi non ci ha mai ricevuto, i 5 Stelle fanno finta di nulla. Ora siamo davvero stanchi e da domani mattina, con una delegazione di commercianti del Centro Storico, ci piazzeremo a via Petroselli per chiedere un tavolo di trattative dove discutere sul da farsi. Noi chiediamo di avere un po’ di ossigeno, di sospendere per un anno il Pmo, così intanto potremo riprendere a lavorare e nel frattempo presenteremo dei progetti competenti migliorie dell’arredo urbano a nostre spese. Cioè, chi avrà i tavoli fuori garantirà servizi e lavori utili alla città. Noi lavoriamo e l’Amministrazione risparmia”.


Perché chi ha i tavolini fuori si occupa di pulire il proprio spazio, abbellire con fioriere, garantire che gli abusivi non diano fastidio ai clienti. E oggi, invece, diminuiscono i tavolini del Pantheon e aumentano i rom che chiedono l’elemosina. Al Colosseo levano i tavolini e al loro posto si accasciano a terra stranieri ubriachi. Nella zona del Tridente vietano la cena all’aperto e vengono fuori gli immigrati con ombrelli, borse contraffatte e chincaglieria varia. Conclude Mauro Cimino: “Tutto questo è inaccettabile in una città come Roma. Da lunedì, fino a quando non ci riceveranno, saremo tutte le mattine sotto al Municipio, a oltranza. E poi chiederemo al ministro Luigi Di Maio di incontrarci, perché questa è una vera e propria emergenza per il lavoro. Stiamo licenziando e alla fine rischiamo di chiudere”.


di Ri. Ca.

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