Inchiesta Mondo di mezzo, 20 rinvii a giudizio
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Inchiesta Mondo di mezzo, 20 rinvii a giudizio

Una condanna e venti persone rinviate a giudizio. È quanto ha deciso il gup di Roma, Monica Ciancio, nell’ambito di un filone dell’inchiesta “Mondo di Mezzo”, la vicenda giudiziaria che ha portato alla luce i legami tra la politica e gli imprenditori coinvolti nel caso di Mafia Capitale. La prima udienza del processo è stata fissata per il 19 settembre le alla sbarra andranno, oltre alll'imprenditore delle cooperative Salvatore Buzzi, l'ex direttore generale di Ama, Giovanni Fiscon, e pure l'ex capogruppo del Pd in Campidoglio all'epoca di Ignazio Marino, Francesco D’Ausilio. I reati contestati ai venti imputati vanno, a seconda delle posizioni, dalla turbativa d'asta alla corruzione, dal finanziamento illecito e alla rivelazione del segreto d’ufficio. Il gup ha accolto quasi in toto le richieste del pm Luca Tescaroli, che ha chiesto il rinvio di 24 persone, tra cui quello di Emilio Gammuto, il collaboratore di Buzzi già condannato nel troncone principale dell’inchiesta e che oggi ha ricevuto una nuova condanna a un anno, con il rito abbreviato, che si va ad aggiungere ai tre anni di carcere da scontare per l'altro procedimento. Per tre persone è stato invece disposto l'invio degli atti alla Procura di Tivoli per competenza.


I fatti risalgono al periodo che va dal 2011 e al 2014. Secondo la Procura D'Ausilio e il capo della sua segreteria, Salvatore Nucera, anche lui imputato nel processo, avrebbero "posto la loro funzione al servizio di soggetti legati al gruppo Buzzi", ricevendo denaro e promesse in cambio di delibere favorevoli a Buzzi. L’accusa contesta a D’Ausilio e Buzzi di ave intascato, nel 2014, 12.240 euro per "facilitare l'aggiudicazione delle procedure negoziate indette dal dipartimento Tutela ambiente del Comune di Roma Capitale”, si legge sul capo di imputazione. L’ex capogruppo del Pd in Campidoglio avrebbe inoltre ottenuto la promessa di altri 50mila euro (su 130mila complessivi) in cambio dell'approvazione della liquidazione dei debiti fuori bilancio del Comune di Roma e la corresponsione del 5% del valore economico dei lotti assegnati con dieci procedure negoziate indette dal Campidoglio. Fiscon risponde invece di corruzione e turbativa su almeno quattro gare indette dall’Ama, l’azienda capitolina dei rifiuti, ai tempi in cui ne era direttore generale.


Sono una ventina gli episodi, ritenuti penalmente rilevanti dal pm, rimasti fuori dal processo principale, che è arrivato all’Appello, in corso nell'aula bunker di Rebibbia, e vede accusate 43 persone.


In questa nuova trance del procedimento sono imputati gli imprenditori Flavio Ciambella e Fabrizio Amore, quest'ultimo coinvolto nell'inchiesta sui lavori per la sala Giulio Cesare dove si riunisce il Consiglio comunale. Ci sono poi la collaboratrice di Buzzi, Nadia Cerrito, l'allora presidente della cooperativa Capodarco, Maurizio Marotta, e l'ex direttore del dipartimento Ambiente del Campidoglio, Fabio Tancredi.


Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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