Individuati tra i sette e i nove scheletri di italiani in una foiba in Croazia
  • AF

Individuati tra i sette e i nove scheletri di italiani in una foiba in Croazia



Castua, Croazia. Settant’anni dopo continua a sanguinare la carne d’Italia. Come una un taglio profondo che non vuole rimarginarsi. Una fossa di tre metri, che fungeva da letto di morte per circa sette persone. Una nuova foiba è venuta alla luce. Si ripercuote, come uno strillo in lontananza, l’eco delle stragi dei partigiani comunisti di Tito. Ad appena 12 chilometri dalla città di Fiume, torna a riaffacciarsi alla storia presente l’orrore. Tra i sette e i nove scheletri indistinguibili di italiani scomparsi nel nulla, nel 1945, e con essi, oggetti della vita quotidiana, come un orologio. Tra loro ci sarebbero anche il maresciallo della Guardia di Finanza Vito Butti e il vice brigadiere dei Carabinieri Alberto Diana, e poi il senatore Riccardo Gigante e il giornalista Nicola Marzucco. A dare notizia del ritrovamento è stata la Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani Fiumani e Dalmati. «È notizia di questi giorni che a Castua, oggi Kastav in Croazia, una cittadina vicino a Fiume sono stati riesumati i resti di italiani uccisi dalla polizia politica titina, la famigerata Ozna, nel maggio del 1945 e gettati in una fossa comune nel tentativo, purtroppo riuscito, di effettuare la pulizia etnica degli italiani», afferma il Senatore Luca Ciriani, di Fratelli d’Italia. «La scoperta dei corpi è avvenuta grazie all'impegno del nostro Ministero della Difesa, del nostro consolato a Fiume diretto dal console Paolo Palminteri in collaborazione diretta con il governo croato mostratosi davvero solerte e solidale nel rispondere alle sollecitazioni italiane. Ma qui voglio rimarcare che il merito più grande va soprattutto alla Società di Studi Fiumani e alla Federesuli per l'impegno decennale, mai venuto meno, a difesa della memoria della nostra gente». Prosegue Ciriani: «Credo che sia nostro dovere accogliere ufficialmente le spoglie di chi ci ha preceduto. Sia partecipando a una cerimonia congiunta con i colleghi croati a Fiume, così per dimostrare quanto le divergenze e gli odi del passato possano essere sepolti se esiste la volontà di farlo, sia qui in Italia una volta che l'Onorcaduti potrà indicare il luogo in cui verranno conservati i resti».

La scoperta effettiva della foiba di Kastav risale al 1992, ma solo dopo ventisei anni arriva il diritto di poter scavare e riportare alla luce le spoglie di quegli italiani. Il 4 luglio scorso si sono concluse le attività di ricerca delle vittime, che successivamente sono state consegnate al Consolato italiano di Fiume.


E.R.


Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

Direttore Responsabile:      Monica Macchioni

Editore: Ultra! S.r.l.-Via E. Gianturco 5-Roma

                         P.I.: 13394291002