Inferno di fuoco a Bologna: esplode una cisterna e crolla il ponte sull'A14, 2 morti e 70 feriti



Soltanto quattro giorni fa Bologna ricordava la strage alla stazione ferroviaria, l'atto terroristico postbellico che più di tutti ha colpito il nostro paese, in quel terribile 2 agosto 1980. Una ferita insanabile, che rimarrà per sempre nella memoria di chi l'ha vissuta e in chi ogni anno commemora quelle povere vittime. Ed è forse per questo che il catastrofico incidente di oggi ferisce ancora di più la città, perché quei boati sembrano risuonare con la stessa frequenza di quelli che hanno bloccato la lancetta dell'orologio della stazione alle 10.25 di quel terribile 2 agosto del 1980. Le fiamme, stavolta, hanno avvolto la tangenziale, il raccordo di Casalecchio tra la A1 e la A14 in zona Borgo Panigale, intorno alle 13:40. Una scena del genere siamo abituati a vederla solo nei film, perché disastri così elaborati non possono nascere per caso. O almeno, non dovrebbero. Un mancato caffè, causa di un sonno fatale? Una distrazione? L'uso irresponsabile del cellulare? Quale può essere stata la causa di quel fatidico scontro? Forse le indagini lo riveleranno, ma è difficile immaginare che una cosa simile potesse mai provocare oltre settanta feriti e fare due vittime, almeno quelle accertate finora. Bologna da oggi si porta un'altra strage sulle spalle, e resterà ancora una volta segnata da quelle scene apocalittiche.

Nessuno avrebbe mai immaginato un effetto a catena simile, quando è avvenuto l'impatto tra un camion bisarca e un tir che trasportava materiale infiammabile. L'esplosione che ne è scaturita ha avuto conseguenze devastanti. Il ponte è in parte crollato, coinvolgendo, oltre ai supporti di legno che lo costeggiano, due concessionarie Fiat e Peugeot adiacenti al luogo dello scontro, fra la via Emilia e via Caduti di Amola, e da lì le fiamme si sono propagate con facilità, facendo esplodere le auto parcheggiate nei piazzali. I boati causati dai veicoli andati in pezzi hanno riecheggiato per chilometri, spaventando i cittadini. Per chi ha già vissuto la strage di trentotto anni fa, poi, deve essere stato un suono lancinante, che non colpisce solo i timpani, ma anche il cuore, ricordando il fatidico evento. Almeno cinquanta le vetture esplose, ma il numero è in aumento, viste le continue segnalazioni. Una colonna di fumo nera ha sporcato il cielo e invaso la carreggiata e la zona circostante.

Il traffico del raccordo autostradale di Casalecchio è stato immediatamente bloccato in entrambe le direzioni, interrompendo il flusso di auto sia in tangenziale che in autostrada.

«Per agevolare i mezzi di soccorso vi invitiamo a usare i mezzi di trasporto in zona #BorgoPanigale solo se strettamente necessario. Grazie per la vostra collaborazione», ha scritto su Twitter la Protezione civile di Granarolo. Decine i mezzi dei vigili del fuoco intervenuti sul luogo, con l'ausilio perfino di un elicottero. Ci sono volute diverse ore per domare l'incendio, soprattutto a causa delle elevate temperature generate dal rogo, che non hanno permesso ai soccorsi di avvicinarsi, anche a causa del rischio di esplosioni. Alla fine le fiamme sono state spente e le ambulanze sono accorse sul posto per soccorrere le vittime. Per due di loro non c'è stato nulla da fare, sono morti carbonizzati. Settanta persone sono rimaste ferite, cinquantotto delle quali trasportate all'ospedale Maggiore. Quattordici le più gravi, tutte con ustioni più o meno preoccupanti, mentre diciotto meno gravi sono state smistate in altri ospedali. Le reiterate esplosioni hanno di fatto causato anche danni indiretti: molte vetrate della concessionaria Peugeot e Citroen sono esplose, assieme a vetri di abitazioni vicine, sfregiando numerosi civili. Due feriti gravi sono stati trasportati ai centri grandi ustionati di Parma e Cesena. Fra i contusi anche undici carabinieri e due poliziotti della stradale, che stavano dirigendo il traffico dopo un precedente incidente stradale.

Antonella Cortese, criminologa e segretaria generale dell'Accademia Italiana delle Scienze di Polizia Investigativa e Scientifica, ha dichiarato:

«È una tragedia, non ho parole. Mi è arrivato il comunicato dalla polizia sull'incidente in autostrada, uscita Bologna, con un video che non si può commentare. Il peggio è che sono coinvolti tutti, sia militari che civili, una vera e propria tragedia. Ci sono settanta feriti, quattordici molto gravi, e sono coinvolti anche alcuni agenti delle forze dell'ordine. Senza contare i due morti».

«Quello che noi possiamo assicurare come governo è di agire subito e rispondere alle informative urgenti proposte da alcuni senatori», afferma il vicepremier Luigi Di Maio in Aula al Senato in merito agli incidenti di Bologna e Foggia. Dopo avere espresso la vicinanza di "tutto il governo" alle vittime e ai loro familiari e ringraziato le forze dell'ordine per i soccorsi, Di Maio ha sottolineato che si tratta di «due tragedie che ci interrogano su tanti temi, la sicurezza stradale, il caporalato e tanto altro, temi su cui agiremo tempestivamente»


di Alessio La Greca

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