Insegnante presa a sediate in un liceo, si cercano i colpevoli

Insegnante presa a sediate in un liceo, si cercano i colpevoli

Non la passeranno liscia i ragazzi del liceo Floriani di Vimercate, in provincia di Monza, che nella giornata di lunedì hanno pensato di prendere a sediate un’insegnante finita in ospedale. Ennesimo episodio di bullismo tra quei banchi in cui si dovrebbe imparare, ancora prima della matematica e l’italiano, l’educazione e il rispetto, ma che sono spesso invece teatro di un’inciviltà senza fine.

Erano circa le 12, quando la docente è uscita dall’aula della classe terza, improvvisamente si è spenta la luce, poi dei movimenti e a seguire dei botti. L’insegnante non ci ha messo troppo a capire cosa fossero quei tonfi, ossia, sedie lanciate in aria. Proprio così, di cui una le è finita su una spalla ferendola. Una volta colpita la donna è fuggita dalla porta dell’aula, è stata soccorsa dal 118 e trasportata al pronto soccorso di Vimercate. I medici le hanno diagnosticato una contusione alla spalla e l’hanno dimessa con cinque giorni di prognosi. Le sue condizioni dunque non sono gravi, ma l’atto che ha subito, sì.


La scuola, palestra di apprendimento per la vita, in realtà nasconde una cultura fatta di violenza che spesso non è presa in considerazione dagli adulti, e succede poi, che essi stessi ne finiscano vittime.

Secondo un’indagine svolta nelle scuole superiori in Italia, un ragazzo su due subisce episodi di violenza verbale, psicologica e fisica. Ben il 33% è una vittima ricorrente. Parolacce, offese, minacce, fino alle botte, le sfumature del bullismo sono tante. Sempre dall’indagine, emerge che le prepotenze di natura verbale prevalgono nettamente rispetto a quelle di tipo fisico: il 42% dei ragazzi ammette di essere stato preso in giro, il 30% ha subito offese, l’11% minacciato, e arrivando infine alla prepotenza fisica, circa il 20% dichiara di aver “subito colpi”.

Insomma, le sfide più difficili per i ragazzi non sembrano essere le interrogazioni o gli esami, ma evitare di diventare bersagli di persecuzioni e violenze.


Tornando al liceo Floriani, il preside ha promesso che i ragazzi colpevoli dell’accaduto, in un modo o nell’altro, non la passeranno liscia: «I responsabili saranno sospesi e avviati a un percorso di volontariato, come è nello spirito della nostra scuola. Qualora non identificati, il consiglio di classe valuterà eventuali provvedimenti per tutti gli student». I colpevoli infatti, non sono ancora stati individuati. Il 5 Novembre, al ritorno dal ponte, ci sarà il consiglio di classe anche per cercare di individuare gli autori della bravata. Saranno presenti sia studenti che famiglie, e lì i professori e il dirigente scolastico prenderanno provvedimenti. La speranza è però che questi ragazzi, con o senza punizione, si rendano conto anche da soli che la violenza, sotto qualunque forma, non è altro che un fallimento.


Di Ilaria Proietti Mercuri

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