Istat: crollo record della produzione industriale, peggio delle previsioni


La produzione italiana e' in picchiata e peggiorera' ancora ad aprile, con effetti devastanti sul Pil 2020. Questa l'analisi di economisti e centri studi. Secondo la prima stima Istat, in marzo la produzione industriale sarebbe caduta del 28,4%, molto più delle attese e di quanto registrato negli altri Paesi europei. Sulla base delle settimane di lockdown, il Centro studi Prometeia prevede per aprile un’ulteriore caduta del 46%, seguita da un rimbalzo nei mesi successivi. Tale profilo condurrebbe a una riduzione di produzione del 61% nei mesi di marzo e aprile, da quando si è diffusa la pandemia. "Benché molto deciso, il rimbalzo atteso fra maggio e giugno tuttavia recupererà solo parzialmente le perdite subite. Il dato di produzione industriale di marzo fornisce la prima informazione quantitativa dell’impatto dell’emergenza sanitaria sul settore industriale, risultando ben peggiore rispetto alla caduta registrata nei principali Paesi europei (-16% in Francia, -12% in Spagna, -9% in Germania)", spiega Prometeia. "Considerata la dinamica dei settori industriali rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso - prosegue Prometeia - a marzo l’indice di diffusione indica come non vi siano stati settori in crescita, nemmeno la farmaceutica (-8,7%). Il quadro si conferma dunque drammatico: la perdita attesa nel II trimestre del 2020 è pari al 28% e l’impatto sul Pil della sola caduta della manifattura sarà nell’ordine del 5%, cui andranno sommate le contrazioni di altri settori come quello delle costruzioni e, in particolare, dei servizi". In ogni caso, secondo Prometeia "l’unicità della situazione rende probabili ampie revisioni dei dati".

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