Ivrea, ucciso in nome della legge: tabaccaio spara al ladro

Ivrea, ucciso in nome della legge: tabaccaio spara al ladro



Ucciso in nome della legge. È il primo caso di legittima difesa che il giudice di Ivrea, in Piemonte, dovrà valutare in base alla recente riforma legislativa varata dal Parlamento e promulgata dal Presidente della Repubblica. L’altra notte, a Pavone Canavese, a pochi chilometri dalla città e dalla cresta alpina del Gran Paradiso, tre ladri hanno assaltato un negozio di tabacchi. Secondo una prima ricostruzione, il titolare che abita nell’appartamento sopra al locale ha sentito dei rumori, è sceso in strada, ha colluttato coi tre malviventi e ha sparato uccidendone uno, un moldavo di 24 anni. Gli altri due sono fuggiti. Ora Marcellino Iachi Bonvin, 67 anni, è indagato per presunto “eccesso di legittima difesa”. "Per garantirgli il diritto della difesa e la presenza di un avvocato", spiega stamane il procuratore di Ivrea, Giuseppe Ferrando, dopo un sopralluogo nella tabaccheria. Certo, le sue parole disegnano lo spazio vuoto, senza precedenti giudiziari, nel quale deve muoversi: la legge c’è ma non è stata ancora applicata. "Non si tratta di criminalizzare nessuno - sottolinea il magistrato - ma di capire come sono andati i fatti. Siamo rimasti d'accordo che la prossima settimana ci spiegherà come sono andate le cose - aggiunge Ferrando - Umanamente è una persona molto provata, sa che in ogni caso è stata una cosa grave. Si tratta di una persona pacata, di una famiglia normale. Le armi erano regolarmente denunciate, era stato aggredito più volte e aveva già subito dei furti".


LA DINAMICA DEI FATTI

Interrogato in Procura, Marcellino Iachi Bonvin non ha risposto alle domande. Per ora, dovranno essere le indagini affidate dalla polizia a far luce su come siano andati i fatti. Si sa che alle 3 di notte i tre balordi sono arrivati davanti al locale “Winner point”. Hanno cercato di forzare l’entrata facendo rumore e attirando l’attenzione del titolare che vive al piano di sopra. A fattacci simili il commerciante non è nuovo. Pare che in dieci anni – dal 2004 al 2014 - abbia subito sette colpi tra furti e rapine. Per cui Bonvin aveva preso le sue precauzioni. È piombato in strada cercando di fermare i ladri e, stando ai primi racconti, sarebbero stati esplosi sei-sette colpi di arma da fuoco. Uno andato a colpire mortamente il giovane moldavo, incensurato. Fuggiti gli altri due malviventi. I poliziotti dovranno ricostruire la possibile traiettoria dei proiettili per arrivare a disegnare la probabile posizione delle persone coinvolte nella tragedia. I ladri sembra fossero tutti incappucciati e avevano già caricato su un furgoncino una macchinetta “cambia-soldi” con mille euro. A terra hanno lasciato il palanchino che sarebbe usato per forzare la tabaccheria.


IL SINDACO: PRONTI A DARE SUPPORTO ECONOMICO E LEGALE AL TABACCAIO
"Siamo pronti a dare supporto economico e legale al tabaccaio, che non ha fatto altro che difendere la sua famiglia, il suo lavoro e la sua dignità". Non lo sostiene il primo cittadino di Pavone Cavanese ma di Albettone, in provincia di Vicenza. Lui, Joe Formaggio, assolto dopo che era finito in Tribunale con l'accusa di istigazione a delinquere per aver affisso un cartello sulla legittima difesa, non ha dubbi. "Il ladro – dice - se l'è andata a cercare: se stava a casa sua non gli succedeva nulla. Chi è morto non pagava le tasse ed è morto in un incidente sul lavoro, perché rubare per il malvivente è un lavoro. I ladri devono capire che per loro c'è il rischio di morire".


LE REAZIONI POLITICHE

In primis, il caso tira in ballo il ministro dell’Interno e leader della Lega che tanto ha voluto la riforma della legittima difesa. "Totale solidarietà al tabaccaio – dichiara a Firenze Matteo Salvini, a margine di un vertice in Prefettura - che spero possa fruire della nuova legge che garantisce la legittima difesa a tutti. Attendendo rispettosamente le comunicazioni della Procura – aggiunge - Purtroppo qualcuno è morto: però se invece di fare il rapinatore questa persona avesse fatto un mestiere onesto, oggi staremmo parlando di altro". Sulla vicenda, su Internet via Twitter è intervenuta anche la presidente di Fratelli d’Italia, Georgia Meloni: "La difesa è sempre legittima: noi stiamo col tabaccaio".


di Fab. Dic.

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