L'alleanza ritrovata che già scricchiola, Salvini: «Con Berlusconi solo a livello locale»

L'alleanza ritrovata che già scricchiola, Salvini: «Con Berlusconi solo a livello locale»



Alleanza rinsaldata? Forse. A spegnere le belle speranze di Berlusconi e compagnia cantante ci ha pensato Matteo Salvini che con una semplice frase ha ridimensionato gli entusiasmi sbandierati da un Cav sempre più bisognoso di attenzione mediatica e di frasi da lanciare in pasto a lettori affamati di scoop politici. «Io vado da Berlusconi e parlo solo di accordi locali». Altro che rilancio del centrodestra su scala nazionale, altro che governo Salvini-Berlusconi nel futuro prossimo, per Salvini il vertice di Palazzo Grazioli è servito soltanto a confermare un asse che per ora non sconfina dalla dimensione locale: Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia insieme alle amministrative, per il resto ancora tutto come prima. «Non c’è nessuna strategia del doppio forno, il governo durerà 5 anni. Lo dico perché ci credo davvero. Quando io prendo un impegno, lo voglio rispettare». Una sentenza da ghigliottina che evidenzia un declino inesorabile di quello che un tempo era il colosso dell'area moderata italiana, quello con cui tutti dovevano fare i conti prima o poi, e che ora sembra relegato a un accessorio da usare quando serve, per farsi belli, e da riporre nell'armadio quando ha esaurito la sua funzione. Berlusconi sembra la sponda di Matteo Salvini e nulla più, usato con la stessa strategia che secondo molti il leader leghista avrebbe usato per spolpare da dentro la figura di Luigi Di Maio: dire di sì e intanto fare l'opposto. Un'operazione dai rischi esponenziali, ma che per ora sta sancendo la vittoria incontrastata dell'astro nascente di via Bellerio.


Parole, quelle del vicepremier in quota leghista, pronunciate alla festa di Fratelli d'Italia, che non sono passate inosservate a Fiuggi, dove era in scena l'altra giornata di raduno, quello degli azzurri ufficiosamente capitanati da Antonio Tajani. Un Tajani evidentemente deluso dai continui cambi di fronte di Salvini e che tenta di salvare il salvabile, almeno di fronte agli occhi dei numerosi elettori. «Salvini cerca di avere la botte piena e la moglie ubriaca. Ma credo che questo matrimonio tra Lega e M5s non sia un matrimonio di lunga durata. Sarà alla fine anche lui portato a dar vita a una coalizione di centrodestra anche per far nascere un nuovo governo». Ci risiamo, quella del governo di centrodestra è un mantra studiato a tavolino, per inseguire un elettorato che altrimenti si sarebbe già scordato dell'esistenza di Tajani e compagni. Un'elemosina politica che svaluta l'immagine di Forza Italia, da sempre col telefono in segreteria continuamente squillante e che oggi deve inseguire gli alleati, ben più allettanti, numeri alla mano, per convincersi di esistere ancora ad alti livelli.


Oltre al futuro dell'alleanza, a Fiuggi si è parlato anche di politiche sull'immigrazione e di strategie elettorali in vista delle elezioni Europee. Tajani si è scagliato senza mezzi termini sulla condotta del ministro degli Interni, definendo insufficienti «le frasi roboanti, chiudere i porti, proclamare di volere fare come l’Austria o l’Ungheria. Perché se facessimo così gli immigrati resterebbero in Italia».

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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