L'apologia di Delrio fa infuriare la Mussolini: «Lui noto abitante della Luna, ma dove vive?»

L'apologia di Delrio fa infuriare la Mussolini: «Lui noto abitante della Luna, ma dove vive?»

Ha "scherzato" col fuoco l'ex ministro delle Infrastrutture e membro di spicco del Pd Graziano Delrio, quando a margine del meeting di Rimini ha iniziato a sciorinare numeri e dati in una fragile e antipatica difesa dell'operato del precedente governo di centrosinistra, a guida Matteo Renzi, in merito alle infrastrutture e alla manutenzione delle opere viarie della nostra decadente (o cadente?) Penisola. Una modesta apologia, non petita, che non può che far eco al proverbiale detto dell'accusatio manifesta.


Dopo il crollo del ponte Morandi a Genova, da parte della politica è stato tutto un susseguirsi di discolpe e grandi promesse in pieno stile nostrano, dove soltanto le catastrofi danno spunto per questioni vecchie di decenni che vengono abilmente riposte sotto i tappeti mediatici per far posto a ben meno impellenti questioni di carattere prioritario. Anche dai vertici della società privata chiamata non solo a lucrare sugli spostamenti degli italiani sulle arterie nazionali, ma soprattutto a far si che questi si svolgano nell'assoluta sicurezza e nel rispetto dei nuovi metodi, supportati dalla tecnologia, che li facilitino e non li rendano scenario di morte, le promesse sulla ricostruzione lampo (si parla di otto mesi) del ponte in oggetto suonano più come un insulto e un'offesa all'intelligenza di tutti, visto che se effettivamente è possibile farlo non si capisce perché non sia stato già fatto a tempo debito.


Il 14 agosto l'Italia si è nuovamente ritrovata faccia a faccia con se stessa e l'immagine riflessa dallo specchio, fatto di una cornice d'oro, intarsiata e lavorata, non comunque in grado di lenirne il vero aspetto, è agghiacciante: una cartolina che a fianco alle bellezze storiche del nostro patrimonio artistico culturale fa posto a un'Italia immobile non in grado di rinnovarsi. Un arido deserto in cui le idee sembrano cristallizzarsi in un processo autodistruttivo che sta lentamente quanto inesorabilmente logorando il Belpaese. Ecco perché, a poco meno di una settimana da una tragedia che rimarrà purtroppo incisa negli annali della città di Genova e negli occhi di milioni di persone, il silenzio invocato e sempre infranto da coloro che, almeno in parte e soprattutto a livello istituzionale sono corresponsabili, sarebbe stato ben più prezioso di inutili liste della spesa su quanto fatto o si poteva fare.


Ecco perché, tornando al principio, l'ex ministro Delrio ha perso un'occasione per tacere e rispettare il dolore e, perché no, anche la rabbia di chi guarda alle precedenti gestioni in cerca di un perché o un qualcosa da cui ripartire per far luce su questa tragedia. Ci ha pensato allora l'eurodeputata del Ppe Alessandra Mussolini, tramite un post su Facebook, a rimettere al proprio posto l'arroganza del direttorio dem che invece di fare un mea culpa sacrosanto cerca in ogni modo di evitare la catastrofe, anche questa già annunciata, a livello di gradimento nei sondaggi.



Non solo un sacrosanto invito a tornare sul pianeta dove noi comuni mortali ci troviamo a coesistere, ma un affronto che ribalta completamente i dati di Delrio, facendo emergere una lacuna grottesca sul modo in cui i fondi a cui tanto si appella l'ex ministro sono stati effettivamente gestiti. E non solo, in pieno stile della Mussolini, da poco fuori da Forza Italia, la provocazione affinché tutti i cittadini che non la pensino come Delrio e che riscontrino nelle strade italiane i dissesti che a quanto pare non sono tali solo per il Pd, possano postare e rendere evidenti, con foto, video o altro materiale, l'effettivo stato di degrado di molte infrastrutture viarie in Italia. Un modo per far davvero luce su una questione che è tornata ad occupare le prime pagine dei giornali e per cavalcare l'onda finché l'attenzione, sia mediatica che popolare, resterà altissima; un vincolo per costringere chi è incaricato di lavorare per il benessere della collettività a tradurre in fatti concreti quelli che per ora sembrano soltanto numeri su un foglio di carta e che qualche politico di vecchia data pensa di poter spacciare per scuse a chi ha perso tutto in un incidente che doveva essere evitato.

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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