L'Ecuador revoca l'asilo ad Assange, arrestato a Londra il fondatore di WikiLeaks

L'Ecuador revoca l'asilo ad Assange, arrestato a Londra il fondatore di WikiLeaks



Arrestato stamattina dalla polizia britannica nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra. La saga di Julian Assange il fondatore di Wikileaks sembra una di quelle destinate a non finire mai. L’attivista australiano è accusato dagli Usa di cospirazione con Chelsea Manning nel 2010 finalizzata alla pirateria informatica. Le autorità ecuadoregne gli hanno revocato l'asilo e la nazionalità che gli era stata concessa nel 2017. E’ stato l’ambasciatore dello stato sudamericano a far entrare la polizia britannica all’interno della sede diplomatica anche se il presidente Moreno ha assicurato di aver ricevuto garanzie da Londra che non verrà estradato verso un Paese dove rischia la pena di morte. Staremo a vedere. «Il Regno Unito non ha civiltà! Deve resistere!», ha urlato il 47enne Assange mentre gli agenti lo trascinavano fuori di peso dalla rappresentanza diplomatica.


Il fondatore di WikiLeaks è comparso nel primo pomeriggio in un tribunale di Londra. Secondo quanto riportano i media britannici, il giornalista è stato dichiarato colpevole di aver infranto i termini della libertà condizionale, poiché non si è consegnato alle autorità britanniche per un mandato del 2010 legato alle accuse di violenza sessuale in Svezia, che sono state successivamente ritirate. Il dipartimento di Giustizia Usa ha confermato di aver chiesto al Regno Unito l'estradizione di Assange «in relazione all'accusa federale di aver partecipato ad un complotto per accesso abusivo in una rete informatica». Secondo quanto si legge negli atti dei procuratori federali, datati 8 marzo ma finora secretati, Assange è accusato di aver aiutato la Manning, ex analista dell'intelligence militare, «ad entrare nei computer protetti da password del dipartimento della Difesa collegati al Siprnet, la rete del governo americano usata per documenti e comunicazioni classificate». Rischia una condanna a 5 anni. E sul nome del giornalista e programmatore informatico la politica inglese, già con i nervi a fior di pelle per via della Brexit, si divide nuovamente. L'opposizione laburista reagirebbe «con grande preoccupazione se Julian Assange fosse estradato agli Usa sulla base di quello che sappiamo», ha detto ai Comuni la ministra ombra dell'Interno Diane Abott, replicando al titolare Tory dell'Home Office, Sajid Javid. Abbott non ha messo in discussione l'accusa di violazione della cauzione rivolta nel Regno ad Assange, pur ricordando il giudizio di «detenzione arbitraria» dato sul caso da un comitato consultivo dell'Onu. Per Abott le accuse Usa non sembrano mirare a «difendere la sicurezza» del popolo americano bensì a punire il fondatore di Wikileaks per aver diffuso documenti sui «crimini di guerra» imputati alla forze Usa in Iraq.


Ma chi è Assange? Ricordiamo brevemente le tappe nella vita del fondatore di Wikileaks. Nasce il 3 luglio a Townsville, in Australia. Negli anni 90 diventa un programmatore di computer e sviluppatore di software, con un talento per l'hacking. Nel 2006 fonda Wikileaks.org per consentire ai whistleblowers, le gole profonde, di pubblicare documenti sensibili su Internet senza essere rintracciati; si tratta di un sito specializzato nella rivelazione di documenti segreti con, dice Assange, «una decina di persone provenienti dall'ambito dei diritti umani, dei media e dell'alta tecnologia».

Nel luglio 2010 Wikileaks pubblica documenti militari classificati della diplomazia americana e sulle guerre in Afghanistan e in Iraq. Assange diventa per gli Usa come Al Capone, un “nemico pubblico”. Sempre nel 2010 la rivista Time gli dedica la copertina, eleggendolo “Uomo dell’anno”. Nel novembre 2010 i procuratori svedesi emettono un mandato di arresto europeo a carico di Assange per accuse di stupro e violenza sessuale nei confronti di due donne. Lui nega le accuse.-Per sfuggire all'estradizione dal Regno Unito, siamo nel 2012, chiede asilo politico all'Ecuador e si rifugia nell'ambasciata del Paese sudamericano a Londra. Assange nel 2016 mette i piedi nel piatto delle elezioni per la Casa Bianca: Wikileaks pubblica 1.200 email private della candidata democratica Hillary Clinton, risalenti al suo periodo alla carica di Segretario di Stato. Nel dicembre 2017 ottiene la cittadinanza dell'Ecuador. L'avvocato di Wikileaks, ad ottobre scorso, definisce "disumane" le condizioni di vita di Assange nell'ambasciata; Quito, con cui i rapporti sono ormai tesi, gli impone regole che riguardano in particolare le sue visite e le sue comunicazioni: il loro non rispetto implica il ritiro della protezione diplomatica.


di Pietro Roccaldo

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