L’ex Salvini gabbato da Gabrielli con l’arresto dei killer di Sacchi: «Roma non è Gotham City»

L’ex Salvini gabbato da Gabrielli con l’arresto dei killer di Sacchi: «Roma non è Gotham City»

“Comandare è meglio che fottere” recita un vecchio detto siciliano tanto greve quanto azzeccato. Dal che ne discende che se non comandi più finisci invece fottuto. E fottuto due volte ci finisci se - privo di divise da indossare ogni giorno e più volte al giorno, manco fossi un modello - continui a pensare di essere ancora l’uomo del destino, il signore incontrastato della ruspa di Stato, il giustiziere delle Ong, il guardiano dei porti. E ti ritrovi, al contrario, degradato sul campo, caporal maggiore se va bene. Fra qualche giorno sapremo se anche quelle mostrine gli saranno tolte. Se l’Umbria bastonerà – mai dare retta ai sondaggi! - il centrodestra la randellata più forte la prenderà lui, Matteo Salvini. Che intanto ieri ha commesso un grosso errore. Ha cercato di buttare in politica la morte di Luca Sacchi, il giovane personal trainer romano, ucciso nel quartiere di Colli Albani mentre tentava di difendere la sua ragazza da un tentativo di rapina. «Sono incredulo e sdegnato – aveva sentenziato - perché è inconcepibile quello che è accaduto. Da ex ministro dell'Interno fa ancora più male vedere tutta l'insicurezza della Capitale governata dai 5stelle e i tagli disastrosi che Renzi, Conte e Zingaretti fanno al fondo per le forze dell'ordine». Mal gliene incolse. E non solo perché mezzo schieramento politico, con in testa il premier Conte, ha stigmatizzato le sue parole bollandole come sciacallaggio e bassa speculazione, ma soprattutto perché le sue affermazioni non sono piaciute a molti operatori della sicurezza. A partire dal Capo della Polizia, Franco Gabrielli per arrivare fino ai poliziotti delle volanti.

Con un tempismo che forse Salvini non si aspettava – meno di 24 ore - Polizia e Carabinieri hanno messo le mani sui presunti killer di Luca Sacchi, con quella che con motivata soddisfazione il capo della Mobile Luigi Silipo e il colonnello Mario Conio, comandante del Reparto operativo dei Carabinieri di Roma, definiscono una «indagine lampo». La procura di Roma infatti ha emesso un decreto di fermo nei confronti di Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, entrambi di 21 anni, accusati di omicidio, rapina, detenzione e porto abusivo di armi. I due sono già a Regina Coeli. Una brillante operazione conclusasi nell’arco di una giornata. Dunque la polizia non è alla sbando da quando l’ex ministro ha lasciato (ma quando mai c’è stato poi veramente!) il Viminale. E infatti a strigliare il leghista ci pensa niente di meno che il capo del corpo, Franco Gabrielli: L'omicidio di Roma – dice - indica che «forse tutti dovremmo avere un atteggiamento di grande cautela, senza anticipare giudizi ed emettere sentenze e senza utilizzare la sicurezza come strumento di contesa politica». Più chiaro di così non potrebbe essere. Ma per non lasciare adito a dubbi a chi, sempre Salvini, ha alimentato in questi mesi la paura e il senso di insicurezza degli italiani – strumento formidabile per la costruzione del consenso alle sue politiche – il Capo della Polizia manda a dire che Roma ha sì i suoi problemi «ma rappresentarla come Gotham City...» è decisamente eccessivo. Questo Gabrielli, ma a suonare le campane all’ex “Capitano” arriva anche uno dei poliziotti che ha preso parte alle indagini sull’omicidio di Luca Sacchi. «Noi ci siamo sempre - dice il poliziotto - Non entriamo nelle polemiche politiche, non ci interessano, ma a chi lascia intendere che questa è una città insicura anche per una qualche responsabilità delle forze dell'ordine, questa operazione congiunta con i colleghi dell'Arma dimostra che i cittadini possono contare su di noi». Insomma Salvini colpito e affondato. C’è anche da sottolineare che chi si prendesse la briga di compulsare le pagine facebook degli appartenenti alle forze di polizia si renderebbe conto che in questi ultimi mesi il clima è cambiato: chi prima si lasciava andare a giudizi, anche pesantissimi, sui “pidioti”, sulla Boldrini e i “sinistri” oggi scrive sui social commenti decisamente più contenuti. Lo fa probabilmente per allinearsi al nuovo clima. Sia come sia lo fa. Ed è salutare. Concludendo, “cumannari” sarà anche “megghiu di futtiri”. Ma bisogna saperlo fare.

Ps. "Futtiri" in siciliano sta anche per “mangiare fino ad ingozzarsi”. E forse su questo Salvini non lo frega davvero nessuno.

di Giampiero Cazzato

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