La Commissione europea propone di abolire l'ora solare: ecco i pro

La Commissione europea propone di abolire l'ora solare: ecco i pro



La Commissione europea proporrà l'abolizione del passaggio tra ora legale e ora solare. Lo ha dichiarato il presidente dell'esecutivo Ue Jean-Claude Juncker ai microfoni della televisione tedesca Zdf. Ha chiarito che «prenderemo la decisione oggi stesso». Il voto finale, però, spetterà al Parlamento: sarà una decisione degli singoli Stati membri se restare all'ora solare o all'ora legale, in quanto «la scelta del fuso orario resta una competenza nazionale». L'obiettivo è di mantenere attiva solo la cosiddetta ora estiva.


Tale annuncio segue i risultati della consultazione lanciata dalla Commissione in tutta Europa, che doveva servire proprio a chiarire la preferenza della popolazione. È stata la stampa tedesca, in particolare Westfalenpost, ad aver rivelato che l'80 per cento dei votanti avrebbe optato per l'abolizione del cambio delle lancette. Una consultazione piena di votanti, dato che sul tema si sono pronunciate più di 4,6 milioni di persone. I più interessati all'argomento sono i paesi dell'Est e del Nord Europa, capeggiati da Polonia e Finlandia. «La gente vuole farlo, quindi lo faremo», ha spiegato in mattinata Jean-Claude. Il tema è sulla bocca di tutti in Germania e in Polonia, dove è riuscito perfino a mettere d'accordo tutto l'arco costituzionale di Varsavia. Ma anche in Lituania, Estonia e Svezia ci sono movimenti determinati a mantenere solo l'ora estiva.


Ci sono vari motivi per i quali sarebbe preferibile lasciare inalterate le lancette dell'orologio. Secondo uno studio del Parlamento polacco, ad esempio, il cambio di orario danneggia l'economia e soprattutto farebbe male alle persone. Anche se questo dato non è unanimemente accettato dalla comunità scientifica, secondo i sostenitori dell'iniziativa lo spostamento delle lancette due volte l'anno disturba il sonno, provoca cambiamenti e squilibri nel corpo, genera sbalzi di umore e aumenta l'incidenza di attacchi cardiaci, incidenti stradali o infortuni sul lavoro. Doversi adattare a un'ora in più o in meno di sonno è un fenomeno non troppo distante da quello del jet lag. Storicamente il doppio orario è stato pensato per dare più luce ai paesi del Sud, ma può essere fastidioso al Nord dove finisce per alterare i ritmi cardiaci, almeno secondo i sostenitori dell'abolizione del cambio d'orologio. In una ipotesi di ora estiva permanente, tra l'altro, ai Paesi nordici ne deriverebbe un risparmio energetico d'inverno grazie a un'ora in più di luce.

Sono infatti oltre 3 milioni i tedeschi che si sono espressi a favore dell'abolizione del cambio, quasi il 4 per cento della popolazione. La Commissione ha ufficializzato, nel frattempo, i dati preliminari della consultazione e rimarcato che più dei tre quarti dei rispondenti «ritengono che il cambio dell'ora due volte l'anno sia un'esperienza "molto negativa". Per giustificare un'eventuale abolizione del cambio dell'ora i rispondenti hanno avanzato considerazioni legate agli effetti negativi sulla salute, a un aumento degli incidenti stradali o all'assenza di un risparmio energetico».


L’ora legale è un’idea introdotta nel 1784 come espediente per risparmiare energia dallo scienziato Benjamin Franklin, tra i Padri fondatori degli Stati Uniti. La sua idea fu ripescata solo nel 1916, quando a Londra la Camera dei Comuni istituì l’ora estiva come misura economica per far fronte ai costi della Prima Guerra mondiale. Gli Stati dell’Ue introdussero in tempi differenti il regime della doppia ora come mezzo per ridurre l’impatto della crisi energetica, in corso nei primi anni Settanta. L’Europa ha già iniziato a mettere mano sulla questione fin dal 1981, risolta con l’attuale direttiva, in vigore dal 2002, che ogni anno fa regolare gli orologi di tutte le case due volte.


di Alessio La Greca

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