La Corte Costituzionale decide sul suicidio assistito

La Corte Costituzionale decide sul suicidio assistito

Oggi potrebbe essere una giornata storica per il tema del fine vita. La Corte Costituzionale si esprimerà sul processo a Marco Cappato per il suicidio assistito offerto a Fabiano Antoniani più conosciuto come Dj Fabo. Tetraplegico e cieco a seguito di un incidente stradale, Dj Fabo si rivolse all’associazione “Luca Coscioni” per avere un aiuto per andare in Svizzera a morire. Il viaggio avvenne alla fine dell’anno scorso e Cappato, tesoriere dell’Associazione dopo averlo assistito, si autodenunciò alla magistratura. Il leader radicale per questo rischia una condanna da 5 a 12 anni di carcere. Domani la Corte Costituzionale deciderà sul profilo di costituzionalità del reato di aiuto al suicidio. In Corte d’Assise a Milano nemmeno il pubblico ministero Tiziana Siciliano chiese la condanna di Cappato, sottolineando che “se Fabiano avesse avuto anche solo trenta secondi per potersi muovere liberamente, avrebbe messo fine alle sue sofferenze da solo, rimpossessandosi così del suo diritto alla dignità”. I giudici in camera di consiglio decisero di investire la Corte Costituzionale del tema. La sentenza della Consulta è chiamata ad esprimersi sull’art. 580 del Codice penale risalente al periodo fascista e al centro quindi del dubbio di costituzionalità sollevato dalla Corte di Assise di Milano. Verrà definito insomma se il reato di aiuto al suicidio è ancora conforme alla Costituzione italiana.


“La speranza è che le persone in condizioni di sofferenza insopportabile possano essere aiutate a interrompere la loro vita senza che chi li aiuta venga sottoposta a condanna fino a 12 anni di carcere” afferma Marco Cappato e sottolinea che “il codice penale del 1930 è inadeguato a regolare i casi di persone colpite da malattie irreversibili e in condizioni di sofferenza insopportabile”. In Itałia manca infatti una legge che preveda la legalizzazione dell’eutanasia, un tema fuori dalle agende del dibattito politico anche se alla Camera dei Deputati nel 2013 venerò consegnate circa 70 mila firme e una proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell’eutanasia. Ieri le firme, appena riconsegnate al presidente della Camera Roberto Fico, sono diventate 130.000 ma la discussione in Parlamento non è ancora iniziata.

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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