La crisi di governo mina il sovranismo in Rai: ora la De Santis tornerà grillina?

La crisi di governo mina il sovranismo in Rai: ora la De Santis tornerà grillina?


La crisi di governo, forse, non è solo politica. Il sovranismo imperante, dettato dalla Lega anche in Rai, potrebbe essere già entrato nella sua fase calante. Con la frenesia di voler ottenere troppo potrebbe aver saturato prima del previsto. E i dati di ascolto di martedì 13 agosto potrebbero essere un segnale di questa crisi. La serie austriaca “Spirito Libero”, in onda su Canale 5 ha vinto la prima serata con 1 milione 724 mila spettatori totali, pari ad uno share dell'11.84% di share. Su RaiUno il programma condotto da Lorella Cuccarini “Grand Tour2, che segna il ritorno della showgirl in Rai dopo aver aderito al progetto salviniano, è stato visto da 1 milione 429 mila spettatori per share del 9.2%. Dunque una sonora sconfitta per la rete ammiraglia della Rai, diretta da Teresa De Santis, indicata e sostenuta dalla Lega, ma pronta già a fiutare l’aria in caso di cambio di maggioranza di governo. A completare il quadro della crisi degli ascolti nella gara dei Tg delle 20, il Tg5 è stato visto da 3 milioni 171 mila ottenendo il 20,75% di share, mentre il Tg1 è seguito da 2 milioni 935 mila spettatori con il 19,53% di share, e il TgLa7 da 1 milione 172 mila spettatori con il 7,60%. Per il telegiornale della rete ammiraglia una brutta battuta d’arresto, per giunta nel momento caldo della crisi. “Rai Uno flop: il Tg1, che ha dedicato alla conferenza dell’ex premier Renzi solo una manciata di secondi a differenza degli altri Tg, ha perso contro il Tg5 nell’edizione strategica delle 20; la nuova trasmissione della Cuccarini (la conduttrice fan di Salvini cui è stata data al buio la gestione di tutti i pomeriggi di RaiUno) è' stata sconfitta da Canale 5 con una serie tv austriaca”, afferma il deputato del Pd e membro della Commissione di Vigilanza, Michele Anzaldi, “l'occupazione politica della prima rete Rai rischia di creare un danno economico pesantissimo all’azienda, oltre a danneggiare il pluralismo e la correttezza dell’informazione. La lottizzazione Lega-M5s affonda il servizio pubblico, subito accesso alle schede di Foa in Vigilanza”. Ecco, dato il quadro della crisi Rai, se dovesse nascere un nuovo governo, con una nuova maggioranza, la questione della Tv pubblica dovrebbe essere una emergenza da affrontare il prima possibile. Mettendo mano non solo ai direttori di rete, a partire da Rai Uno in forte crisi, ma anche sulle conduzioni dei programmi, dove le prove offerte da Roberto Poletti, il biografo di Salvini, a Uno Mattina e altri ancora non sono certo rassicuranti. In Rai il trasformismo è una grande arte e chi è leghista oggi, fa presto a diventare piddino domani pur di mantenere la poltrona. De Santis potrebbe forse rivendicare di aver fondato insieme a Leonardo Metalli nel 2013 Giornalisti in movimento, la prima corrente pentastellata in Rai? Chissà ..

Pur di rimanere al comando della rete ammiraglia .....si potrebbero rispolverare vecchi amici. Anche dalemiani. Ci auguriamo che l’opposizione di oggi non si lasci infinocchiare una volta al governo dal veloce riposizionamento che vige da sempre in Rai... Di Alberto Milani

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