La De Santis raccoglie pure il flop Cuccarini, la Rai sovranista crolla con il suo editore Salvini

La De Santis raccoglie pure il flop Cuccarini, la Rai sovranista crolla con il suo editore Salvini



Non si discute; la Sovranità appartiene al Popolo. Aprirebbe invece una lunghissima riflessione su a chi appartiene questa stagione sovranista che rischia di rimanere orfana di padre e madre pronti a disconoscere la propria creatura e rinchiuderla nelle segrete dell'Abbazia di Trisulti. Mater semper certa est, pater numquam recita il brocardo latino. Mamma RAI nessuno la rinnega, ma il progetto in corso in viale Mazzini rischia lo stesso Stop che ha avuto la scuola del sovranismo di Steve Bannon in provincia di Frosinone. Avete presente quel detto “la notte leoni e la mattina a gattoni”? Ecco… con Grand Tour, il programma condotto da Lorella Cuccarini su Rai1 che termina anticipatamente è andata un proprio così. E la coincidenza dell'annuncio con lo stop al programma e la caduta del governo provoca un'ondata di ironia sul web che fa dimenticare la professionalità di lungo corso della show girl lanciata da Pippo Baudo negli anni Ottanta. Una carriera di ballerina, cantante e conduttrice messa a rischio per aver partecipato all’Opa leghista sulla RAI con il capo cordata Teresa De Santis, direttrice di Rai1, e corredata da prese di posizione della Cuccarini sui social in temi politici particolarmente sensibili e delicati in questo periodo. Avventurarsi in scalate impervie – in piena lottizzazione - porta con sé numerosi rischi. Rischi che possono avere conseguenze terribili se non si sta sufficientemente attenti o se si prendono decisioni errate mentre si è in cordata. A seconda della situazione e dei comportamenti non è però sempre facile fare una netta distinzione tra rischi oggettivi e quelli soggettivi. Ad esempio chi, nonostante il rischio di tentare l’azzardo sui palinsesti intraprende la scalata perché sopravvaluta le proprie capacità, influenza il pericolo oggettivo con il suo giudizio soggettivo. Con la giusta tattica,una buona pianificazione e tanta attenzione questi rischi possono però essere minimizzati ma l’avventura sovranista non è sortita bene. Da anni la conduttrice era lontana dai teleschermi, ma la direttrice di Rai1 ha deciso non soltanto di richiamarla per un programma estivo, rivelatosi un flop, ma anche di affidarle la conduzione di una fascia strategica come il pomeriggio con "La vita in diretta". Una decisione arrivata dopo i giudizi più volte espressi dalla conduttrice in favore di Matteo Salvini. Se anche "La vita in diretta" si rivelerà un flop, chi pagherà?», ha sottolineato nel pomeriggio il deputato del Partito democratico e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi. Il 9 settembre con Alberto Matano è previsto il debutto su Rai1 della nuova Vita in diretta, il programma del pomeriggio in cui sarà accanto al giornalista Alberto Matano: «il day time è un sogno» aveva detto ai palinsesti la Cuccarini. Un sogno che speriamo non diventi presto un nuovo incubo stile esorcista: “fuori i partiti dalla RAI!”. L’anatema dei 5 stelle aspetta ancora di essere liberato al punto che converrebbe considerare di pronunciarlo al contrario per vedere l’effetto che fa. Se fosse la RAI a dover lasciare i partiti? La sbandierata "Rai del cambiamento" non l’ha ancora vista nessuno se non per il fatto che questo cambiamento è stato intenso in senso camaleontico. La “Rai del cangiamento” è la cifra stilistica del laboratorio dell'Ad Rai Fabrizio Salini e il Presidente Marcello Foa. La stessa direttrice di Rai1 Teresa De Santis, alla presentazione del daytime estivo di Rai1 aveva non troppo ingenuamente dichiarato alla stampa che il suo editore era Palazzo Chigi. Non sarà stata ingenua di certo ma prematura senz’altro questa impronta per la rete ammiraglia. Perché la mission del servizio pubblico dovrebbe essere ben diversa rispetto a quella di TelePadania lontana anni luce dall'essere la prima emittente italiana del servizio pubblico. Questa è la RaiUno voluta da Teresa De Santis, con la complicità del presidente Foa. Con nomine solo partitiche a rimetterci è qualità del Servizio Pubblico. Specialmente in un momento di grande instabilità politica come quello in cui stiamo vivendo. L'alleanza giallo-verde crolla, traballa, non sta in piedi, scomoda il Presidente della Repubblica e ammicca nuovamente a se stessa: una follia. Ed è una follia inchiodare il Servizio Pubblico su queste montagne russe. Ha senso domandarsi se "il Capitano è ancora saldamente in sella", se "tornerà il Pd", se "i 5 Stelle sono finalmente finiti", e così via? Converrebbe molto di più mettersi al lavoro seriamente. C’è tanto da fare, a cominciare dalle scuse. Era un sondaggio pre-crisi quello sulle intenzioni di voto mandato in onda oggi sul programma Agora' Estate, su Rai3. Si trattava di un sondaggio realizzato lo scorso 9 agosto, "come peraltro precisato - dice un comunicato - piu' volte dallo stesso Noto durante l'intervista in diretta nel programma". Solo che nella sintesi grafica andata in onda non e' stata indicata per errore la data della rilevazione, non era quindi specificato che fosse precedente alla crisi di governo e "questo puo' aver creato scarsa chiarezza. In RAI al di là degli errori che posso capitare manca un’idea e un progetto futuro. Dopo aver collezionato una serie di insuccessi, portando la Rai, e nello specifico la rete ammiraglia, a un punto di caduta disastroso, la De Santis si conferma oltre ogni ragionevole dubbio la persona sbagliata nel posto giusto per arrecare danni alla Rai. Il servizio pubblico pecca in qualità ma eccede nelle spese, soprattutto quando vengono messi da parte giornalisti di grande pregio e presenti nello stesso bacino Rai. Marcello Foa e Teresa De Santis sono un tandem nocivo per il futuro della azienda Rai. Gli ascolti precipitano, le spese crescono e si favoriscono solo gli amici degli amici e non ci vogliono le Consultazioni al Capo dello Stato per capirlo.

Non si discute; la Sovranità appartiene al Popolo. Aprirebbe invece una lunghissima riflessione su a chi appartiene questa stagione sovranista che rischia di rimanere orfana di padre e madre pronti a disconoscere la propria creatura e rinchiuderla nelle segrete dell'Abbazia di Trisulti. Mater semper certa est, pater numquam recita il brocardo latino. Mamma RAI nessuno la rinnega, ma il progetto in corso in viale Mazzini rischia lo stesso Stop che ha avuto la scuola del sovranismo di Steve Bannon in provincia di Frosinone. Avete presente quel detto “la notte leoni e la mattina a gattoni”? Ecco… con Grand Tour, il programma condotto da Lorella Cuccarini su Rai1 che termina anticipatamente è andata un proprio così. E la coincidenza dell'annuncio con lo stop al programma e la caduta del governo provoca un'ondata di ironia sul web che fa dimenticare la professionalità di lungo corso della show girl lanciata da Pippo Baudo negli anni Ottanta. Una carriera di ballerina, cantante e conduttrice messa a rischio per aver partecipato all’Opa leghista sulla RAI con il capo cordata Teresa De Santis, direttrice di Rai1, e corredata da prese di posizione della Cuccarini sui social in temi politici particolarmente sensibili e delicati in questo periodo. Avventurarsi in scalate impervie – in piena lottizzazione - porta con sé numerosi rischi. Rischi che possono avere conseguenze terribili se non si sta sufficientemente attenti o se si prendono decisioni errate mentre si è in cordata. A seconda della situazione e dei comportamenti non è però sempre facile fare una netta distinzione tra rischi oggettivi e quelli soggettivi. Ad esempio chi, nonostante il rischio di tentare l’azzardo sui palinsesti intraprende la scalata perché sopravvaluta le proprie capacità, influenza il pericolo oggettivo con il suo giudizio soggettivo. Con la giusta tattica,una buona pianificazione e tanta attenzione questi rischi possono però essere minimizzati ma l’avventura sovranista non è sortita bene. Da anni la conduttrice era lontana dai teleschermi, ma la direttrice di Rai1 ha deciso non soltanto di richiamarla per un programma estivo, rivelatosi un flop, ma anche di affidarle la conduzione di una fascia strategica come il pomeriggio con "La vita in diretta". Una decisione arrivata dopo i giudizi più volte espressi dalla conduttrice in favore di Matteo Salvini. Se anche "La vita in diretta" si rivelerà un flop, chi pagherà?», ha sottolineato nel pomeriggio il deputato del Partito democratico e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi. Il 9 settembre con Alberto Matano è previsto il debutto su Rai1 della nuova Vita in diretta, il programma del pomeriggio in cui sarà accanto al giornalista Alberto Matano: «il day time è un sogno» aveva detto ai palinsesti la Cuccarini. Un sogno che speriamo non diventi presto un nuovo incubo stile esorcista: “fuori i partiti dalla RAI!”. L’anatema dei 5 stelle aspetta ancora di essere liberato al punto che converrebbe considerare di pronunciarlo al contrario per vedere l’effetto che fa. Se fosse la RAI a dover lasciare i partiti? La sbandierata "Rai del cambiamento" non l’ha ancora vista nessuno se non per il fatto che questo cambiamento è stato intenso in senso camaleontico. La “Rai del cangiamento” è la cifra stilistica del laboratorio dell'Ad Rai Fabrizio Salini e il Presidente Marcello Foa. La stessa direttrice di Rai1 Teresa De Santis, alla presentazione del daytime estivo di Rai1 aveva non troppo ingenuamente dichiarato alla stampa che il suo editore era Palazzo Chigi. Non sarà stata ingenua di certo ma prematura senz’altro questa impronta per la rete ammiraglia. Perché la mission del servizio pubblico dovrebbe essere ben diversa rispetto a quella di TelePadania lontana anni luce dall'essere la prima emittente italiana del servizio pubblico. Questa è la RaiUno voluta da Teresa De Santis, con la complicità del presidente Foa. Con nomine solo partitiche a rimetterci è qualità del Servizio Pubblico. Specialmente in un momento di grande instabilità politica come quello in cui stiamo vivendo. L'alleanza giallo-verde crolla, traballa, non sta in piedi, scomoda il Presidente della Repubblica e ammicca nuovamente a se stessa: una follia. Ed è una follia inchiodare il Servizio Pubblico su queste montagne russe. Ha senso domandarsi se "il Capitano è ancora saldamente in sella", se "tornerà il Pd", se "i 5 Stelle sono finalmente finiti", e così via? Converrebbe molto di più mettersi al lavoro seriamente. C’è tanto da fare, a cominciare dalle scuse. Era un sondaggio pre-crisi quello sulle intenzioni di voto mandato in onda oggi sul programma Agora' Estate, su Rai3. Si trattava di un sondaggio realizzato lo scorso 9 agosto, "come peraltro precisato - dice un comunicato - piu' volte dallo stesso Noto durante l'intervista in diretta nel programma". Solo che nella sintesi grafica andata in onda non e' stata indicata per errore la data della rilevazione, non era quindi specificato che fosse precedente alla crisi di governo e "questo puo' aver creato scarsa chiarezza. In RAI al di là degli errori che posso capitare manca un’idea e un progetto futuro. Dopo aver collezionato una serie di insuccessi, portando la Rai, e nello specifico la rete ammiraglia, a un punto di caduta disastroso, la De Santis si conferma oltre ogni ragionevole dubbio la persona sbagliata nel posto giusto per arrecare danni alla Rai. Il servizio pubblico pecca in qualità ma eccede nelle spese, soprattutto quando vengono messi da parte giornalisti di grande pregio e presenti nello stesso bacino Rai. Marcello Foa e Teresa De Santis sono un tandem nocivo per il futuro della azienda Rai. Gli ascolti precipitano, le spese crescono e si favoriscono solo gli amici degli amici e non ci vogliono le Consultazioni al Capo dello Stato per capirlo.Non si discute; la Sovranità appartiene al Popolo. Aprirebbe invece una lunghissima riflessione su a chi appartiene questa stagione sovranista che rischia di rimanere orfana di padre e madre pronti a disconoscere la propria creatura e rinchiuderla nelle segrete dell'Abbazia di Trisulti. Mater semper certa est, pater numquam recita il brocardo latino. Mamma RAI nessuno la rinnega, ma il progetto in corso in viale Mazzini rischia lo stesso Stop che ha avuto la scuola del sovranismo di Steve Bannon in provincia di Frosinone. Avete presente quel detto “la notte leoni e la mattina a gattoni”? Ecco… con Grand Tour, il programma condotto da Lorella Cuccarini su Rai1 che termina anticipatamente è andata un proprio così. E la coincidenza dell'annuncio con lo stop al programma e la caduta del governo provoca un'ondata di ironia sul web che fa dimenticare la professionalità di lungo corso della show girl lanciata da Pippo Baudo negli anni Ottanta. Una carriera di ballerina, cantante e conduttrice messa a rischio per aver partecipato all’Opa leghista sulla RAI con il capo cordata Teresa De Santis, direttrice di Rai1, e corredata da prese di posizione della Cuccarini sui social in temi politici particolarmente sensibili e delicati in questo periodo. Avventurarsi in scalate impervie – in piena lottizzazione - porta con sé numerosi rischi. Rischi che possono avere conseguenze terribili se non si sta sufficientemente attenti o se si prendono decisioni errate mentre si è in cordata. A seconda della situazione e dei comportamenti non è però sempre facile fare una netta distinzione tra rischi oggettivi e quelli soggettivi. Ad esempio chi, nonostante il rischio di tentare l’azzardo sui palinsesti intraprende la scalata perché sopravvaluta le proprie capacità, influenza il pericolo oggettivo con il suo giudizio soggettivo. Con la giusta tattica,una buona pianificazione e tanta attenzione questi rischi possono però essere minimizzati ma l’avventura sovranista non è sortita bene. Da anni la conduttrice era lontana dai teleschermi, ma la direttrice di Rai1 ha deciso non soltanto di richiamarla per un programma estivo, rivelatosi un flop, ma anche di affidarle la conduzione di una fascia strategica come il pomeriggio con "La vita in diretta". Una decisione arrivata dopo i giudizi più volte espressi dalla conduttrice in favore di Matteo Salvini. Se anche "La vita in diretta" si rivelerà un flop, chi pagherà?», ha sottolineato nel pomeriggio il deputato del Partito democratico e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi. Il 9 settembre con Alberto Matano è previsto il debutto su Rai1 della nuova Vita in diretta, il programma del pomeriggio in cui sarà accanto al giornalista Alberto Matano: «il day time è un sogno» aveva detto ai palinsesti la Cuccarini. Un sogno che speriamo non diventi presto un nuovo incubo stile esorcista: “fuori i partiti dalla RAI!”. L’anatema dei 5 stelle aspetta ancora di essere liberato al punto che converrebbe considerare di pronunciarlo al contrario per vedere l’effetto che fa. Se fosse la RAI a dover lasciare i partiti? La sbandierata "Rai del cambiamento" non l’ha ancora vista nessuno se non per il fatto che questo cambiamento è stato intenso in senso camaleontico. La “Rai del cangiamento” è la cifra stilistica del laboratorio dell'Ad Rai Fabrizio Salini e il Presidente Marcello Foa. La stessa direttrice di Rai1 Teresa De Santis, alla presentazione del daytime estivo di Rai1 aveva non troppo ingenuamente dichiarato alla stampa che il suo editore era Palazzo Chigi. Non sarà stata ingenua di certo ma prematura senz’altro questa impronta per la rete ammiraglia. Perché la mission del servizio pubblico dovrebbe essere ben diversa rispetto a quella di TelePadania lontana anni luce dall'essere la prima emittente italiana del servizio pubblico. Questa è la RaiUno voluta da Teresa De Santis, con la complicità del presidente Foa. Con nomine solo partitiche a rimetterci è qualità del Servizio Pubblico. Specialmente in un momento di grande instabilità politica come quello in cui stiamo vivendo. L'alleanza giallo-verde crolla, traballa, non sta in piedi, scomoda il Presidente della Repubblica e ammicca nuovamente a se stessa: una follia. Ed è una follia inchiodare il Servizio Pubblico su queste montagne russe. Ha senso domandarsi se "il Capitano è ancora saldamente in sella", se "tornerà il Pd", se "i 5 Stelle sono finalmente finiti", e così via? Converrebbe molto di più mettersi al lavoro seriamente. C’è tanto da fare, a cominciare dalle scuse. Era un sondaggio pre-crisi quello sulle intenzioni di voto mandato in onda oggi sul programma Agora' Estate, su Rai3. Si trattava di un sondaggio realizzato lo scorso 9 agosto, "come peraltro precisato - dice un comunicato - piu' volte dallo stesso Noto durante l'intervista in diretta nel programma". Solo che nella sintesi grafica andata in onda non e' stata indicata per errore la data della rilevazione, non era quindi specificato che fosse precedente alla crisi di governo e "questo puo' aver creato scarsa chiarezza. In RAI al di là degli errori che posso capitare manca un’idea e un progetto futuro. Dopo aver collezionato una serie di insuccessi, portando la Rai, e nello specifico la rete ammiraglia, a un punto di caduta disastroso, la De Santis si conferma oltre ogni ragionevole dubbio la persona sbagliata nel posto giusto per arrecare danni alla Rai. Il servizio pubblico pecca in qualità ma eccede nelle spese, soprattutto quando vengono messi da parte giornalisti di grande pregio e presenti nello stesso bacino Rai. Marcello Foa e Teresa De Santis sono un tandem nocivo per il futuro della azienda Rai. Gli ascolti precipitano, le spese crescono e si favoriscono solo gli amici degli amici e non ci vogliono le Consultazioni al Capo dello Stato per capirlo.


Alberto Milani

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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