La dottoressa Vezzani (Aidm): “Le sigarette a tabacco riscaldato riducono le sostanze tossiche”

La dottoressa Vezzani (Aidm): “Le sigarette a tabacco riscaldato riducono le sostanze tossiche”


Viene celebrata oggi la Prima Giornata Mondiale del Tumore al seno metastatico. Una giornata che sarà istituita ufficialmente entro il 2020 e che, ogni anno, sarà una ricorrenza importante. Il mese di ottobre poi è il mese rosa, quello della prevenzione al femminile. A Salerno, in questi giorni, si tiene il 34esimo Congresso nazionale Aidm, l'Associazione italiana delle donne medico. I temi al centro dell’incontro sono: differenze di genere e malattie autoimmuni. Una differenza, quella tra uomo e donna, per molto tempo ignorata anche in ambito sanitario. E il tema del fumo è al centro dell’incontro, con una sessione promossa da Philip Morris Italia in collaborazione con Pmi Science. L'azienda produttrice di tabacco negli ultimi anni non è impegnata soltanto sul fronte della sensibilizzazione sui problemi legati al fumo, ma ha investito in ricerca per elaborare nuovi tipi di sigarette a tabacco riscaldato, che grazie all'assenza di combustione sono in grado di ridurre le sostanze tossiche inalate rispetto al fumo della normale sigaretta. E di questo si è parlato ampiamente nell'incontro di Salerno, coordinato dalla presidente dell'Aidm Antonella Vezzani, e dalla professoressa Maria Sole Chimenti, ricercatrice dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, nonché presidente Redo - Associazione delle Donne Reumatologhe. Lo stesso Istituto Superiore di Sanità stima che in Italia siano 11,6 milioni i fumatori, più di un italiano su cinque. Di questi, 4,5 milioni sono donne, in aumento soprattutto nelle regioni del Sud Italia.

Spraynews ha intervistato la dottoressa Antonella Vezzani.


Dottoressa Vezzani, fumo di sigaretta: si parla da troppo tempo del male che questo comporta. Quali sono i rischi?


« È ben noto il ruolo del fumo come causa di moltissime patologie, anche mortali: non solo polmonari ma pure cardiovascolari, apparato riproduttivo e malattie delle articolazioni».


Al centro del XXXIX Congresso nazionale dell’Associazione italiana donne medico si parla di differenze di genere. Quali i rischi quindi per l’uomo e quali per la donna?


«Il fumo di sigaretta è senza dubbio emblematico in questo senso. Diversi studi hanno già dimostrato una risposta differente delle donne rispetto agli uomini e negli ultimi 15 anni le diagnosi di tumore al polmone nelle donne sono aumentate del 45%. Nelle donne, la potenza del fattore di rischio causata dal fumo è più elevata».


Si ammalano di più gli uomini o le donne? Come mai una donna ha più probabilità di ammalarsi rispetto a un uomo. E qual è il tasso di mortalità dovuto al fumo, per gli uomini e quale quello per la donna?


«Il tumore polmonare colpisce ancora più gli uomini delle donne, ma negli ultimi anni il tumore polmonare nelle donne è andato aumentando proprio in relazione all’aumento del fumo di sigaretta nelle donne. La mortalità dipende anche dal tipo istologico e non è possibile dare una risposta complessiva».


Perché in ambito sanitario queste differenze sono state sempre ignorate?


«Non darei un messaggio negativo. Gli studi clinici sono più difficili da condurre nelle donne per tanti motivi: l’oscillazione ormonale mensile, la preoccupazione degli effetti sul futuro nascituro dei farmaci da sperimentare, la difficoltà di mantenere le donne negli studi clinici, visto che sono sempre impegnate con il carico familiare. La medicina di genere e la salute della donna continuano a rappresentare temi di grande attualità e importanza e come Aidm siamo orgogliose di esserne portavoce sin dal '92».


La sigaretta elettronica è veramente una valida alternativa?


«Sicuramente per chi vuole smettere di fumare e non riesce».


Quale la differenza con il tabacco riscaldato?


«Evitando i processi di combustione tipici del fumo della sigaretta classica si evita il rilascio di sostanze potenzialmente cancerogene. Il tabacco riscaldato infatti contiene solo basse dosi di nicotina».


Proprio la Philip Morris Italia, che ha promosso questa sessione del congresso, ieri ha firmato un accordo con la Coldiretti per produrre tabacco senza fumo. Cioè avvalersi del tabacco senza i processi di combustione. Come giudica questa cosa? È veramente efficace?


«Assolutamente sì. Nella sigaretta classica a combustione, più del 70 per cento delle sostanze sono cancerogene. Nella sigaretta con tabacco riscaldato, queste sostanze sono assenti».


In occasione della prima giornata mondiale del Tumore al seno metastatico, possiamo dire che una donna muore di più per tumore al seno o per tumore al polmone?


«Attualmente il tumore al seno è più frequente del tumore polmonare, ma è preoccupante l’aumento dei tumori polmonari nelle donne fumatrici».


Ha detto che alcune pazienti non riescono a smettere di fumare per motivazioni psicologiche. Quali?


«Possono essere situazioni quali depressione, insicurezza, problematiche socio-economiche e stress in varie situazioni».


Che ruolo possono avere le alternative come le sigarette a tabacco riscaldato?


«Un ruolo importante, perché grazie all’assenza di combustione queste sigarette sono in grado di ridurre le sostanze tossiche inalate rispetto al fumo di sigaretta”.

Ritiene davvero che queste alternative possano del tutto sostituire le tradizionali sigarette?


«Si, è il futuro».

di Serenella Bettin

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