La Guardia costiera rinviene «irregolarità sulla Sea Watch 3», la nave bloccata al porto di Catania

La Guardia costiera rinviene «irregolarità sulla Sea Watch 3», la nave bloccata al porto di Catania



Magari la nave non verrà affondata, per buona pace di qualche politico che ne aveva tracciato l'infausto destino, ma per ora per la Sea Watch 3 ci sono i sigilli della Guardia Costiera italiana. Al termine dell'Odissea mediterranea che ha costretto a bordo della nave per dodici giorni i 47 migranti salvati il 19 gennaio dall'equipaggio della Ong tedesca, un'ispezione dell'autorità marina italiana ha di fatto bloccato la partenza dal porto di Catania della imbarcazione che batte bandiera olandese, impedendone dunque il ritorno nelle acque del Mediterraneo. Secondo i tecnici saliti a bordo per l'ispezione amministrativa risulterebbero infatti «una serie di non conformità» relative alla «sicurezza della navigazione» così come al «rispetto della normativa in materia di tutela dell'ambiente marino». Fino a nuovo ordine la Sea Watch resterà ormeggiata al porto di Catania, a confermarlo anche un post su Facebook del ministro dei Trasporti Danilo Toninelli: «La nostra Guardia Costiera ha effettuato il fermo amministrativo della Sea Watch 3 per violazioni delle norme in materia di sicurezza della navigazione e di tutela dell'ambiente marino. Stiamo parlando di una imbarcazione registrata come pleasure yacht, che non è in regola per compiere azioni di recupero dei migranti in mare». Per il ministro grillino «se tu, milionario, compri uno yacht, vai in navigazione per piacere, non per sostituirti alla Guardia Costiera libica o di altri Paesi». Il riferimento è alla dicitura sopracitata di pleasure yacht che compare sul libretto dell'imbarcazione della Ong tedesca, nomenclatura con cui si distinguono le imbarcazioni ad uso privato da quelle a utilizzo esclusivamente commericiale. Non esiste infatti una classificazione per le navi di Search and rescue (fatta eccezione per quelle della Guardia costiera e della Marina militare) così come non esiste una legge in mare che eluda qualsiasi imbarcazione dall'obbligo di salvare persone a rischio di vita, attrezzata o meno che sia per trasportare degli individui.

Intanto anche dall'equipaggio della Sea Watch giunge la notizia del sequestro della nave: «#Seawatch in stato di fermo. La Guardia costiera ci notifica il blocco per non conformità su sicurezza navigazione e normativa ambientale. Le autorità, sotto chiara pressione politica, sono alla ricerca di ogni pretesto tecnico per fermare l'attività di soccorso in mare».

In attesa di nuovi sviluppi resta dunque alta la tensione attorno alla Ong tedesca in piena guerra con il governo italiano e il fermo amministrativo, per tecnicismi, effettuato dalla Guardia costiera ai danni della Sea Watch 3 potrebbe rappresentare un precedente di cui avvalersi in episodi analoghi.


di Alessandro Leproux

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