La Lega favorita nelle elezioni in Trentino, ma Forza Italia sarà l'ago della bilancia

La Lega favorita nelle elezioni in Trentino, ma Forza Italia sarà l'ago della bilancia



Se la Lega sembra destinata in Trentino, secondo i sondaggi, a fare la parte del leone, anche perché vanta, sostenuto da tutto il centrodestra unito, un candidato molto forte, come il quarantenne Maurizio Fugatti, sottosegretario alla Salute, abitante a Trento, uno dei giovani allevati in Parlamento nella nidiata di Giancarlo Giorgetti, Forza Italia intende comunque rimarcare il proprio ruolo nella partita. E ribadire che nel voto di domenica 21 ottobre senza Silvio Berlusconi e Fi la pur fortissima Lega non riuscirebbe da sola a realizzare quella che potrebbe essere una vittoria storica del centrodestra. La coalizione, presentandosi unita, secondo le rilevazioni potrebbe scalzare per la prima volta dopo vent’anni il potere del centrosinistra. E costringere così la SVP (Sudtiroler Volkspartei) finora alleata del Pd ad un cambio di alleanze, in un luogo peraltro simbolico per il centrosinistra. Perché proprio in queste terre grazie a Lorenzo Dellai nacque il primo esperimento di Ulivo vincente. Non a caso a Trento arriveranno anche i big del Pd, che corre con il candidato Giorgio Tonini, come Paolo Gentiloni. Ma è il centrodestra che viene dato come favorito. Il Trentino, dove si vota per il consiglio provinciale, che unito poi allo stesso organismo che verrà votato a Bolzano, andrà a formare il consiglio regionale, sarà il primo vero banco di prova della tenuta dell’unità della coalizione e dei suoi equilibri interni. E questo avviene dopo giorni di polemiche tra Lega e Fi, non solo divise dalla manovra di Bilancio, con gli azzurri contrari senza se e senza ma, ma dalle stesse parole del sottosegretario leghista alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti che aveva ipotizzato una nuova alleanza tra Lega e 5 Stelle e la fine di questo centrodestra. Giorgetti poi ha rettificato. E il leader leghista, ministro dell’Interno e di fatto dominus del governo giallo-verde Matteo Salvini prima di partire per la sua visita a Mosca oggi 17 ottobre ha significativamente sottolineato che «la Lega resta una forza di centrodestra, fedele alla coalizione, con la quale gestisce con successo molte amministrazioni comunali e regionali». L’appuntamento del 21 ottobre a Trento e Bolzano è decisivo. Non solo per il ribaltamento degli assetti di potere in questo importante lembo di estremo Nord, ma anche come banco di prova dei rapporti dentro il centrodestra. Berlusconi da domani 18 ottobre incomincerà a far sentire al sua presenza in Trentino. Domani sarà a Trento dove alle 18 verrà intervistato dal direttore del “Giornale” Alessandro Sallusti. Ma il Cav potrebbe restare anche per il fine settimana, del resto sono terre dove è ormai praticamente di casa con le sue frequenti visite al centro benessere di Merano Henri Chenot. Per quanto riguarda la Lega, che vedrà anche l’arrivo di Salvini, capillare è la sua presenza capitanata da Fugatti. Si tratta di un quarantenne leghista d’attacco, cresciuto nella commissione Bilancio della Camera, allora presieduta da Giorgetti, che sapeva tirar trappole al centrosinistra. Un quarantenne fuori dagli schemi che non esitò anni fa ad esporsi a attacchi ecologisti di tutti i tipi e a sfidare ogni forma di politically correct con trovate come inviti a mangiare la carne dell’orso. Un modo provocatorio per sottolineare la “pericolosità degli orsi nel suo trentino”. E fare breccia nel consenso di migliaia di agricoltori alle prese con questo problema. I Cinque Stelle si presenteranno da soli. Distinti e distanti dalla Lega. Almeno in Trentino.

di Paola Sacchi

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