«La mafia è a La Spezia», Sgarbi assolto dall’accusa di diffamazione, il fatto non sussiste


E’ la sentenza di oggi del gap Milano Patrizia Nobile in seguito al processo abbreviato in cui il critico d’arte Vittorio Sgarbi era stato accusato di diffamazione per aver dichiarato, attraverso un video su Facebook il 31 dicembre 2016, che «la mafia è a La Spezia’ dove festeggiano l'orrore di una distruzione di una strada e di una piazza che bastava impedire che un sindaco demente facesse». Sgarbi è stato assolto dall’accusa di diffamazione perchè “il fatto non sussiste”. Querelato dall’allora sindaco di La Spezia, Massimo Federici, che si è costituito parte civile, Il pm Maurizio Ascione aveva chiesto una condanna a 16 mesi con l'esclusione delle attenuanti generiche. In una memoria presentata al giudice tramite i suoi legali, gli avvocati Giampaolo Cicconi e Ilaria Emiliani, Sgarbi si era difeso dichiarando: «Non volevo offendere la solida reputazione del Sindaco di La Spezia che non ritengo assolutamente mafioso; infatti, quando ho detto che 'La Mafia è a La Spezia' non intendevo riferirmi a lui. Inoltre, l'aggettivo 'demente' è stato da me usato per enfatizzare l'incapacità del sindaco stesso, il quale era risultato, appunto, incapace non avendo saputo gestire la questione relativa alla ristrutturazione di piazza Verdi, che aveva comportato la distruzione della Piazza medesima (risalente al 1934), della strada e l'abbattimento di alberi secolari (pini del 1930), vincolati dalla Soprintendenza» E inoltre: «Il sindaco, secondo me, è stato demente, e cioè un incapace, in quanto, invece di preservare la piazza con i suoi pini, l'ha abbattuta, sostituendo i pini secolari con archetti di cemento, aiuole e antiestetici lampioni».

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