La Rai cancella i programmi sulla Cina e incassa un contratto per tre anni da China Media Group

La Rai cancella i programmi sulla Cina e incassa un contratto per tre anni da China Media Group



Ecco, sì il vero problema della Rai è la Cina. Ecco perché in questi giorni il vertice aziendale, ovvero il tandem Foa- Salini ( presidente e amministratore delegato), ha controllato tutto ciò che va in onda, con l’obiettivo dichiarato di non disturbare il presidente cinese in visita a Roma. Il caso della sospensione della puntata straordinaria sulla Cina di Petrolio, il programma di approfondimento di Rai Uno, è da manuale. Guai a disturbare il manovratore. La maggioranza gialloverde che regge il governo Conte e che controlla la Rai si è intimamente tinta di rosso. Con una bella stella in mezzo. Non a caso La Rai e Cmg-China media group hanno firmato il “Memorandum of understanding” (Mou).


Si tratta di un accordo triennale volto a promuovere la reciproca collaborazione. L’iniziativa è uno dei tanti corollari alla visita in Italia del presidente cinese Xi Jinping. Il direttore generale di China media group Shen Haixiong ha incontrato il presidente della Rai, Marcello Foa, e l’amministratore delegato, Fabrizio Salini, e insieme hanno sottoscritto un memorandum che salderà i rapporti tra Rai e Cmg, un accordo frutto del lavoro della Direzione Creii - Relazioni internazionali, durato ben 3 anni. “Un’intesa che favorisce lo scambio dei valori culturali tra Cina ed Italia”, ha spiegato l’ad Salini, “e l’arricchimento delle reciproche competenze professionali. L’incontro rappresenta la prima tappa di un percorso che spero si riveli lungo e proficuo per entrambi”.


“Cina ed Italia sono due superpotenze culturali”, il commento del direttore generale di China media group Shen, “questo accordo avrà il compito di saldare i nostri rapporti. Siamo disposti a realizzare scambi di prodotti audiovisivi che abbiano al centro proprio i nostri valori culturali”. Insomma, il tandem Foa-Salini è pronto a mettersi nelle mani dei cinesi. E considerato come si sono messe le cose nei rapporti fra Italia e Cina non è difficile intuire chi ci guadagnerà. “Alla Rai è affidata la più grande missione culturale del Paese”, ha sottolineato il Presidente Foa, “è fondamentale aprirsi al mondo per veicolare la nostra cultura. China Media Group e Rai, con la firma di questo accordo, possono incrementare gli scambi culturali Italia-Cina”. Già, gli scambi culturali. Per ora in Rai gli unici scambi sono quelli delle poltrone, con la Lega che vuole occuparli tutti.


di Alberto Milani

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