La Sarost sbarca in Tunisia ma i migranti vogliono andare in Europa



Dopo oltre due settimane di rimpalli tra Italia e Malta, la Tunisia si è presa i migranti. Eppure, anziché essere contenti di aver toccato la terraferma, gli stranieri sono insoddisfatti perché hanno visto sfumare i soldi consegnati agli scafisti senza aver concluso nulla. Avevano pagato per arrivare in Italia, o almeno in Europa, ma i loro piani sono andati all’aria. E ancora una volta per colpa di Matteo Salvini, il ministro dell’Interno che con il braccio di ferro sugli sbarchi ha messo in crisi la politica europea sull’immigrazione e gettato le basi per nuovi accordi in materia di accoglienza.


Dopo l’Aquarius e le altre navi delle Ong cariche di migranti bloccate a largo delle coste italiane, gli scontri con Malta per costringerla a farsi carico delle vite in mare perché il nostro Paese non poteva più essere la pattumiera d’Europa, niente è più stato come prima. E tra i temi caldi delle ultime settimane il caso della Sarost 5 è passato così tanto in secondo piano che i più non sanno neppure di che si tratti. Ma la storia non si è differenziata granché dai casi che hanno riempito le pagine dei giornali e le dichiarazioni della solita sinistra radical chic, quella che accusa di razzismo un tanto al chilo e basta che i migranti su cui fare affari li mettiamo lontano dalle loro residenze. Nel silenzio Italia e Malta hanno detto "no" anche alla nave Sarost 5, che aveva a bordo quaranta aspiranti profughi e che da più di due settimane chiedeva l’autorizzazione ad entrare in un porto europeo. Oggi le autorità tunisine hanno dato l'ok all'attracco a Zarzis. Il premier Youssef Chahed ha reso nota l'autorizzazione per ragioni umanitarie allo sbarco dei profughi, raccolti da un gommone entrato in avaria nella zona di recupero maltese. «Il primo intervento di salvataggio si è svolto in una zona di competenza delle autorità maltesi. C'è stata una controversia su quale paese avrebbe dovuto accogliere i migranti», ha spiegato Chaled, sottolineando che le condizioni delle quaranta persone a bordo della nave sono buone e che è stata assicurata loro assistenza medica. «La Tunisia ha rifiutato l'apertura di campi per accogliere i migranti. La nave non deve essere usata come un pretesto a questo scopo», ha aggiunto il premier tunisino. Tradotto, la stessa Tunisia non vuole prendersi gli africani. «Le condizioni dei profughi a bordo della nave sono buone ed è stata assicurata loro assistenza medica", ha aggiunto il primo ministro, precisando però che i migranti non vogliono restare in Tunisia, avendo manifestato più volte la loro volontà di voler raggiungere l'Europa.


Intanto i salvataggi nel Mediterraneo continuano. La guardia costiera spagnola ha salvato 123 migranti che viaggiavano su dodici diverse imbarcazioni nello Stretto di Gibilterra. Le persone soccorse si aggiungono agli oltre mille migranti, recuperati in mare tra venerdì e sabato e ancora in attesa di essere identificati nelle strutture abilitate a Campo di Gibiliterra, nella provincia di Cadice.

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