La splendida Villa Castiglioni va all'asta per pochi euro
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La splendida Villa Castiglioni va all'asta per pochi euro



L’Italia è un paese di ville meravigliose, splendidi palazzi e inusitati castelli sovente ignoti al grande pubblico e apprezzati soltanto dai quei viaggiatori, spinti da sana curiosità che osano abbandonare le sicure strade del turismo di massa per addentarsi alla scoperta di luoghi impareggiabili. Purtroppo molti di questi palazzi sono abbandonati all’incuria e al degrado e destinati all’oblio o, forse peggio, al diventare ruderi ricettacolo di tossicodipendenti e sbandati.


Un caso eclatante giunto agli altari della cronaca, è quello attualissimo di Villa Castiglioni, una magnifica e oggi cadente costruzione neoclassica posta nel panorama impareggiabile di Induno Olona, in provincia di Varese. La costruzione di pregevole mano, anni addietro era una casa dedicata alla villeggiatura per la nobiltà meneghina al tempo della Belle Époque, in seguito era stata trasformata in un albergo per poi finire parte in causa per un provvedimento fallimentare e, di conseguenza, subire la triste sorte dovuta ad anni d’abbandono finendo come cava di riporto e di saccheggio e tetto per chi la occupa abusivamente. Infatti anche questo segno di degrado contribuisce a depauperare ulteriormente lo stabile: Alcuni clandestini si sono aperti un varco nella recinzione e poi hanno trovato alloggio all’interno della villa, accendendo fuochi improvvisati per difendersi dal freddo in barba ad ogni norma di sicurezza e igiene.


Naturalmente la procedura fallimentare ha bloccato la proprietà che invece avrebbe bisogno di urgenti interventi di manutenzione e recupero e di una subitanea messa in sicurezza dei suoi tremilaseicento metri quadrati. Il seguito di polemiche nel Varesotto è noto ai più, ma oltre al fatto sconvolgente che la villa e l’intero suo parco (di ben oltre quattro ettari), siano stati nuovamente posti all’asta per una cifra irrisoria di seicentomila euro, qualcuno, forse non completamente folle, ha proposto o auspicato l’acquisto della stessa da parte dell’intera collettività locale e poi farne dono al Fai. In effetti basterebbero appena cento euro pro capite, da parte dei cittadini di Induno Olona per acquisirla.


Pochi, come era immaginabile, sono i cittadini che si sono dichiarati contrari all’operazione di “crowfounding”, considerando anche che il valore dell’immobile e del parco è stato stimato in circa tre milioni di euro dal Tribunale fallimentare di Milano.


Apparentemente l’idea potrebbe presentare alcune complicazioni realizzative, senza contare il fatto che lo stesso Fai potrebbe non essere interessato a farsi carico d’un simile bene che in seguito comporterebbe una spesa non da poco per la sua ristrutturazione. Certo, forse sarebbe più auspicabile se intervenisse un attento privato con capitali propri, un novello mecenate come ancora ne esistono (rari ma ci sono) in Italia, che rilevasse la villa ed il suo parco, per rimetterla in sesto e farne buon uso, magari con finalità culturali e pubbliche. Il caso in questione, comunque ha fatto sì che una delle innumerevoli ricchezze architettoniche d’Italia sia uscito dalla coltre nebbiosa della dimenticanza.



DPF


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