La squadra Trump ha eliminato uno dei più grandi terroristi del nostro tempo, ma nessuno lo sa

La squadra Trump ha eliminato uno dei più grandi terroristi del nostro tempo, ma nessuno lo sa



Tra le varie polemiche e gli scandali di Washington che dominano il nostro ciclo di notizie, un importante successo di controterrorismo da parte degli Stati Uniti della scorsa settimana non ha attirato l'attenzione che meritava: i funzionari del governo sono fiduciosi che Ibrahim Hassan al-Asiri, il principale artefice di al-Qaeda, sia stato ucciso durante un attacco di droni statunitensi alla fine dell'anno scorso.

Se le notizie sono vere, e il condizionale è fondamentale dato che Asiri era già stato dato per morto, per poi riapparire vivo, si starebbe parlando del più significativo terrorista internazionale rimosso dal campo di battaglia dai tempi di Osama bin Laden.

Asiri è nato in Arabia Saudita, ma è stato in Yemen come leader della consociata di al-Qaeda nella penisola arabica per molti anni. Fu la mente dietro vari congegni esplosivi capaci di eludere i controlli di sicurezza. Aveva la fama di "maestro del mestiere", ed era tanto intelligente quanto crudele.

Asiri ha molti precedenti nella costruzione di sofisticati dispositivi esplosivi. Nel 2009 reclutò il fratello minore Abdullah per nascondere una di queste bombe nel suo retto, nel tentativo assassinare il più alto funzionario della sicurezza dell'Arabia Saudita dell'epoca, il principe Mohammed bin Nayef, diventato poi ministro dell'interno. Abdullah fu in grado di avvicinarsi a Nayef fingendosi un terrorista pentito, e fece detonare il congegno esplosivo vicino al principe. Abdullah fu ucciso, mentre il principe, miracolosamente, rimase solo leggermente ferito.

Ma le imprese esplosive di Asiri vanno ben oltre questo attacco. Egli fu anche l'architetto del dispositivo utilizzato dal nigeriano Umar Farouk Abdulmutallab nel Natale del 2009. Questo congegno fu nascosto nella biancheria intima di Abdulmutallab, con lo scopo di attivarlo a bordo di un aereo di linea statunitense diretto a Detroit da Amsterdam. Solo l'incapacità di Abdulmutallab di detonare correttamente il dispositivo ha impedito la morte delle 290 persone che si trovavano a bordo.

Verso la fine del 2010, Asiri nascose delle bombe in alcune cartucce di stampa progettate per abbattere più voli cargo negli Stati Uniti. Le bombe non sono state rilevate né sui tradizionali scanner aeroportuali né dai cani addestrati per identificare gli esplosivi. Se non fosse stato per un lavoro di intelligence coordinato dagli alleati americani, anche questo avrebbe portato alla perdita di numerose vite umane.

Nel 2012, Asiri mise ancora una volta i suoi talenti al servizio del crimine, costruendo un giubbotto anti-suicidio non metallico, così da non farlo rilevare dagli scanner aeroportuali. Ancora una volta, un eccellente lavoro svolto da più servizi di intelligence ha impedito la tragedia. Imperterrito, Asiri ha anche riferito di aver tentato di impiantare chirurgicamente le sue bombe all'interno di alcuni corpi umani. Più di recente, è emerso che il fabbrica-bombe aveva progettato altri congegni che si potevano nascondere in apparecchi elettronici. Ciò ha portato all'attuale obbligo del Transportation Security Administration, che richiede ai viaggiatori di rimuovere laptop e iPad dal bagaglio a mano mentre attraversano la sicurezza aeroportuale. Ma forse il miglior lato positivo nel sapere che Asiri è sparito definitivamente dal campo di battaglia è che adesso non potrà più insegnare nulla ai suoi uomini. Per un certo numero di anni, infatti, addestrò attivamente un numero imprecisato di aspiranti fabbricatori di bombe. Ma pochi, per non dire nessuno, hanno il suo talento e la sua creatività. E ora che il maestro è sparito, non potranno più ereditare le sue tecniche.

Questa operazione statunitense di successo dimostra che, nonostante la politica partigiana di Washington che domina il ciclo quotidiano di notizie, gli uomini e le donne della comunità nazionale di sicurezza degli Stati Uniti continuano a lavorare duramente ed efficacemente per mantenere il paese al sicuro. Tale lavoro rimane importantissimo, poiché sia ​​Al-Qaeda che lo Stato islamico, secondo un rapporto recentemente pubblicato dalle Nazioni Unite, mantengono una forza significativa in una parte del globo che va dall'Africa occidentale fino all'Asia sud-orientale. Il rapporto ha osservato che la rete globale di al-Qaeda «continua a mostrare enorme resilienza», con i suoi alleati che dimostrano una forza maggiore rispetto allo Stato islamico in molte parti del mondo. È importante notare che la lotta degli Stati Uniti contro al-Qaeda nello Yemen, che è ancora il gruppo più forte e pericoloso di al-Qaida, è distinta dal sostegno americano alla coalizione araba che sostiene le forze filogovernative nella guerra civile dello Yemen, che si trascina da tre anni e ha provocato una delle più grandi crisi umanitarie del pianeta. Guardando verso il futuro, l'amministrazione Trump, così come le amministrazioni di George W. Bush e Barack Obama, ha bisogno di lavorare di più con alleati e partner per affrontare le cause di fondo del terrorismo che creano in primo luogo gli estremisti.


di Alessio La Greca

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