«La Tav farà saltare tutto, poi al voto con Salvini premier» il pronostico di Sgarbi sul governo

«La Tav farà saltare tutto, poi al voto con Salvini premier» il pronostico di Sgarbi sul governo



Un governo con il conto alla rovescia sulle spalle, un Parlamento affetto da paresi che partorisce provvedimenti vuoti o addirittura dannosi. Non è certo un bilancio positivo quello stilato dal deputato e sindaco di Sutri. Una partita, quella del governo Conte, secondo lui persa in partenza e dal cui fallimento potrà nascere soltanto un vincitore che si prenderà il pacchetto completo nelle prossime elezioni. Cosa non va e cosa salvare? Abbiamo rivolto qualche domanda, nel tentativo di fare un quadro sulle prime mosse del "governo del cambiamento", all'onorevole Vittorio Sgarbi che, in esclusiva, ci ha affidato il suo pensiero su questi primi mesi e su quelli che verranno.


Onorevole Sgarbi, si può tracciare un primo bilancio di questo inizio di avventura governativa?


«Il bilancio è pari a zero. Gli unici due provvedimenti varati, il dl Dignità e quello sul terremoto, sono vuoti. Il primo è addirittura dannoso. Ci troviamo di fronte a un Parlamento paralizzato, in cui non si discute di niente, senza alcun emendamento che dia un'impronta dell'anima di questo governo»


Qual è il suo giudizio sul decreto Dignità?


«È un decreto inutile e dannoso. Sulla scuola non ha cambiato nulla, se non licenziare i poveri maestri precari e sul gioco d'azzardo ha come sempre applicato quell'ipocrisia per cui una volta presi i soldi dal settore non si vuole pubblicizzarlo. Cosa vuol dire? Chi vuole giocare gioca, chi non vuole no. Perché dobbiamo impedire i vizi della gente, mica è il compito degli Stati, quando il gioco va a esclusivo danno di chi ne abusa. Dovremmo fare una legge anche contro il suicidio allora»


Alla luce di queste considerazioni, cosa si aspetta nel breve termine?


«Aspetto la fine. Penso che per ottobre salterà tutto. Avevo qualche dubbio fino a ieri, ma quando ho visto "Dibba"(Di Battista, ndr) lanciare i suoi diktat dal Messico ho capito che su Tav e Tap salterà tutto»


Le grandi opere hanno sempre diviso, secondo lei saranno l'elemento di rottura tra Lega e 5Stelle?


«La polemica sulla Tap la trovo ridicola. Non si sono mai preoccupati in questi anni dei trecento metri cubi di calcestruzzo per ogni pala eolica, mostruosità che devastano il Sud in Sicilia, Puglia, Molise e Calabria e adesso si preoccupano per lo spostamento di duecento ulivi, una cosa ridicola. Se non altro questa è una polemica che non ha portata nazionale, a differenza di quella della Tav che è luogo ideale di scontro ideologico e culturale tra progressisti e regressisti, tra chi è convinto di voler andare avanti e chi invece vuole fermare il tempo»


Se fosse lei a decidere, andrebbe avanti con i cantieri per la Tav?


«Anche io sono uno di quelli convinti che le opere pubbliche non sempre siano necessarie, ma sono dell'idea che questa riflessione andasse fatta a monte. Ora che la Francia ha completato la metà che le spetta la vicenda è diventata grottesca, non ci si può tirare indietro affidandosi a questi incapaci o al giudizio di una commissione che valuti il rapporto costi benefici che sia composta da soli No Tav»


Quale scenario ipotizza in caso di parere negativo da parte della commissione esterna sui costi e i benefici dell'opera in Val di Susa?


«La commissione non è sede degna per giudicare e se concludesse, come senz'altro farà, contro la Tav la Lega non potrà che rompere. Di Battista e Di Maio non potranno contraddirsi sulla linea, quindi i diktat lanciati dal Messico sanciranno la fine della pagina politica di Di Maio e dei 5Stelle. Inizierà una nuova stagione in cui sarà il primo a candidarsi e spero che perda in nome della visione integralista e depauperista che ha»


Secondo lei avremo un responso entro settembre o si aspetteranno i pareri della commissione per tirare le somme?


«I tempi saranno quelli che saranno, tra settembre e dicembre. Resta il fatto che il governo cadrà per delle pregiudiziali di natura essenziale. Il diktat di Dibba conferma che i due schieramenti stanno su poli opposti. Se sul decreto dignità e sul decreto ricostruzione potrebbero trovare delle convergenze su cui venirsi incontro, quello delle grandi opere sarà il vero banco di prova»


Sono anche altri i temi su cui i due schieramenti al governo possono incorrere in frizioni: cosa pensa ad esempio della gestione del problema dei flussi migratori?


«I 5 Stelle sono stati spettatori passivi delle politiche di Salvini e a stampo leghista. Quello della lotta all'immigrazione non è terreno comune, ma terreno di Salvini che è riuscito a stravolgere e soverchiare i grillini e comunque si risolva andrà tutto a suo vantaggio. Se gli italiani dovessero oggi sostituire all'immagine della Madonna col bambino due figure, non metterebbero Dibba e Di Maio, ma Salvini e la Isoardi»


La svolta italiana della condivisione degli sbarchi è un primo passo o occorre lavorare in nordafrica dove nasce il problema? Quella di chiudere i porti è una soluzione?


«Occorre senza dubbio lavorare lì, non c'è alternativa. Per questo, però, non dobbiamo limitare a un solo Paese l'onere degli sbarchi, si tratta di usare buon senso. Quella della chiusura dei porti è una iniziativa per coinvolgere gli altri Paesi europei, con cui andranno fatti incontri bilaterali per trovare delle convergenze che soddisfino tutti»


Quindi in soldoni secondo lei, vada come vada, sarà Salvini a uscire vincitore da questa esperienza, breve o no che sia?


«Assolutamente. Salvini romperà e si andrà al voto prima delle Europee e Salvini vincerà»


Se si palesasse davvero un ritorno alle urne, la Lega correrebbe da sola o come leader del centrodestra?


«Senza dubbio come leader del centrodestra, a fianco di Forza Italia e Berlusconi. Salvini farebbe il presidente del consiglio, liberandoci dal "pesce d'aprile" Conte a cui toccherà prendere subito l'alta velocità per scappare in Francia»


Legge Mancino, assurda la proposta di Fontana o non è secondo lei una legge intoccabile?


«La legge Mancino è una legge ridicola e anticostituzionale che presuppone un'Italia razzista che non c'è. Non mi ha sorpreso Fontana quanto la risposta evasiva di Salvini, perché se c'è una cosa che in Italia manca è il razzismo. Si usa la parola razzismo come quella mafia, per ingigantire e montare dei casi, basti pensare alla famosa testata di Roberto Spada al giornalista. Cosa c'entra la mafia con una testata? Allo stesso modo un idiota, tra l'altro del Pd, che tira un uovo, cosa ha a che fare col razzismo? Si è voluto dare delle posizioni di Salvini l'interpretazione che ha Saviano, l'unico che fa dello spettacolo attorno alla mafia, spettacolarizzandola nei suoi lavori»


Un'ultima battuta da sindaco di Sutri: che città ha trovato e cosa serve per rilanciarla?


«Una città splendida. La prima e importante iniziativa sarà l'apertura di Palazzo Doebbing, un nuovo centro di arte e sede del museo della Tuscia. In secondo luogo ho già dato il via all'intitolazione di diverse strade a personaggi cardine della storia italiana: si parte con Marchionne fino a Pavese, toccando Almirante, Borsellino ed Einaudi»



di Alessandro Leproux

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