Laura Corrotti sostiene la task force contro la violenza di genere: «Formazione è prevenzione»

Laura Corrotti sostiene la task force contro la violenza di genere: «Formazione è prevenzione»

Aggiornato il: 19 ago 2018



Può la politica contribuire a risolvere l'odioso fenomeno della violenza di genere? Quali sono le armi a disposizione delle donne per far valere le loro ragioni ed estirpare un fenomeno tanto degradante per l'intera civiltà? Abbiamo tentato di rispondere a questi quesiti con la Consigliera regionale del Lazio per la Lega, Laura Corrotti, presente in rappresentanza della politica e prima di tutto come donna al convegno sulla task force nazionale promosso dall'Aispis presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati.


Onorevole Corrotti, che responso può dare dell'incontro promosso dall'Aispis contro la violenza di genere?


«Quello della violenza di genere è purtroppo un tema caldo e di stretta attualità che tocca tutte le donne. L'incontro è stata un'occasione importante per ribadire la collaborazione che deve esserci tra forze dell'ordine, istituzioni, enti locali, associazioni e naturalmente tutta la cittadinanza»


Secondo lei il fenomeno della violenza va di pari passo con la parità dei sessi non ancora pienamente raggiunta in Italia?


«Purtroppo ancora oggi alle donne non è riconosciuto spesso il giusto valore che devono avere nella società e di conseguenza le pari opportunità vengono negate o compromesse. È all'ordine del giorno purtroppo sentire nelle cronache dei media di femminicidi o violenze, anche psicologiche, ai danni delle donne e sicuramente incontri come quello promosso dall'Aispis possono fare chiarezza sul problema»


Task force che da locale si fa nazionale: la Regione Lazio si farà promotrice di questo impegno?


«Seguendo il modello della Regione Campania che ha già aderito in toto all'iniziativa, posso dire da parte mia, che faccio parte del Consiglio regionale del Lazio, che sono assolutamente favorevole e spingerò verso questa direzione, spero in futuri incontri in cui sancire in via ufficiale la collaborazione»


Dal punto di vista della politica, visti i passi a livello normativo che già sono stati intrapresi, occorre un inasprimento delle sanzioni contro chi si macchia di certi reati?


«Ci tengo a ribadire un concetto che esprimo ogni qual volta si tocca questo argomento: in linea teorica trovo assurdo che debbano esistere norme a tutela delle donne e a contrasto della violenza, purtroppo sono un indice di come molte cose non funzionino nella società, a partire dai concetti di pari opportunità e dignità che dovrebbero essere insiti nelle persone e non scritti su una legge»


Quale può essere allora una soluzione davvero concreta e che produca risultati nel tempo?


«Sicuramente, oltre alla prevenzione, occorre la formazione. Formare il personale delle forze dell'ordine e delle istituzioni affinché ci sia una vera presa di coscienza del fenomeno. Inoltre occorre lavorare con fermezza nelle scuole e in tutti gli istituti dove c'è educazione civica. Crescere i bambini e renderli partecipi di determinati fenomeni è la vera prevenzione, insegnargli il rispetto per il prossimo, perché alla fine di questo si parla»


Molto spesso si dice che le persone che subiscono abusi hanno reticenza a denunciare l'accaduto, secondo lei quale è il motivo?


«Purtroppo c'è ancora molta omertà attorno a questo genere di accadimenti. Le persone non denunciano sempre le violenze per colpa di un meccanismo culturale per cui alla fine sono loro a ritrovarsi sole e abbandonate. Dall'atteggiamento dei parenti del violento che emarginano la vittima alla solitudine che ne deriva, le persone abusate si trovano così a vivere un dramma nel dramma»


Secondo lei la causa dell'abbandono risiede anche in una mancata attenzione da parte delle istituzioni?


«Le istituzioni vengono a mancare nel momento in cui non si da forza alle denunce e al coraggio delle donne che reagiscono. Per questo ripeto che la formazione delle forze dell'ordine a una maggiore sensibilità verso questo fenomeno può essere una soluzione tangibile»


Come rappresentante della Lega, sa dirci se il partito ha in mente iniziative in comunione con l'Aispis?


«Per il momento ancora non abbiamo in agenda incontri o iniziative, ma sia con la dottoressa Cortese che con la dottoressa Ippolito stiamo vagliando diverse ipotesi e la possibilità di istituire altri tavoli di confronto. La Lega fa della sicurezza del cittadino un proprio emblema fondante e io, come Lega e come Regione Lazio sposo in pieno questo progetto»



di Alessandro Leproux

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