Leggi sbagliate (la rubrica culturale di Michele Lo Foco)


Adam Smith, come noto, sosteneva che il mercato costituisce la “mano invisibile” che regola l’economia, e che meno si interviene in questo meccanismo meglio è. Le teorie Keinesiane che sono state invece la regola sempre più applicate nei paesi europei, hanno fatto sì che lo Stato sia intervenuto ed intervenga continuamente per modificare il mercato e le forze sul campo.

Il cinema, lo spettacolo, sono esempio di come i Ministri dei governi abbiano voluto legare il loro nome a riforme epocali o quanto meno significative, spesso consigliati da uffici legislativi, spesso dalle loro impressioni personali, talvolta dalle moglie o dalle amanti.

Da quando hanno cominciato a mordicchiare la 1213, legge solida e collaudata, i nostri Ministri, senza rendersene conto, hanno creato tali, e tanti stati confusionali da essere costretti ad intervenire in continue correzioni e i direttori generali a piroette amministrative al limite del reato.

Come dimenticare l’epoca Veltroni, con una esaltazione del termine “culturale” che ha portato con l’aiuto della Melandri a gettare nel secchio cinquecento miliardi di contributi dati alle imprese di sinistra, o l’epoca Bondi, uomo ottuso e chiuso a qualunque idea che non provenisse da Nastasi e Blandini, che è riuscito ad emanare un decreto di blocco dell’erogazione dei contributi governativi già maturati, o l’epoca Rutelli, nella quale è stato venduto al viperetta il circuito Mediaport e ad Abete il complesso di Cinecittà; come dimenticare un Ministro poi incriminato per corruzione nella vicenda Mose, e per avvicinarci a Franceschini come non notare che i contributi home-video per la copia privata sono molto maggiori del fatturato vendite, o che il tax credit interno ha moltiplicato per cento le fatture false?

Come non notare che è stata abolita la censura, ma è rimasta soggetta ad una commissione di 49 membri! 49 membri, sembra uno scherzo! Come sopportare che i contributi selettivi vengano valutati da una commissione che dovrebbe esaminare centinaia di sceneggiature! Come giustificare che il pubblico Registro Cinematografico sia stato spostato dalla sede naturale della SIAE a quella specie di GOTAM che è Cinecittà, nella quale ci vorrebbe realmente un supereroe per riportare ordine e ragionevolezza?

Come tollerare i Consigli di Amministrazione di recente e meno recente nomina?

Se fosse vivo Adam Smith comprenderebbe a quale genere di stress è stato sottoposto lo spettacolo ed il cinema in particolare, ma forse nemmeno Lui arriverebbe a capire la presenza di Rutelli all’Anica e di Bettini a Cinecittà: sono i miracoli della dietrologia italica, prima assoluta nelle classifiche dalla dietrologia mondiale.


Di Michele Lo Foco.

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