Legittima difesa: la riforma è un'urgenza, al lavoro Lega, 5 Stelle e Forza Italia
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Legittima difesa: la riforma è un'urgenza, al lavoro Lega, 5 Stelle e Forza Italia


La priorità è la legittima difesa. Lo pensa il ministro Bonafede, lo conferma il sottosegretario agli Interni, Nicola Molteni. Per il guardasigilli, infatti, accelerarne la riforma è un dovere, per «Eliminare le zone d’ombra che rendono difficile e complicato dimostrare che si è agito per legittima difesa». Una questione «Che non riguarda solo la giustizia ma anche la sicurezza: il cittadino costretto a difendersi deve sentire che lo Stato è al suo fianco». Per il leghista Molteni, invece, il tema, caro alle visioni della Lega, si fa urgente, tanto che si sta battendo, assieme ad altri colleghi, per il passaggio del nuovo progetto di legge depositato a Montecitorio, presentato lo scorso 23 marzo, di cui è primo firmatario, nel quale si chiede una chiara modifica dell’articolo 52 del Codice Penale, quello che disciplina attualmente la legittima difesa: «Non è punibile chi ha commesso il fatto, per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di un'offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all'offesa». Basta giocare, quindi, sul filo delle interpretazioni. La Lega è alla ricerca della certezza. Nel testo presentato, si legge che l’attuale definizione normativa dell’articolo 52: «Appare insufficiente a garantire una possibilità di difesa da aggressioni violente, soprattutto nella parte in cui richiede, affinché ricorra la legittima difesa, la proporzionalità tra difesa e offesa». Una stretta densa e coerente, quella che chiede il Carroccio, nei confronti della legittima difesa. Il sottosegretario, come specifica Il Giornale, chiede la modifica del codice «non perché non si condivida la necessità di evitare reazioni spropositate per attacchi privi di una reale offensività», bensì perché la norma attualmente in vigore «si è nei fatti tradotta, anche attraverso la sua interpretazione giurisprudenziale, in una sostanziale inapplicabilità». Dal canto suo, anche Forza Italia, tramite le parole di Maria Stella Gelmini, capogruppo alla Camera di Forza Italia, assieme alla collega per Palazzo Madama, Annamaria Bernini, rende nota la sua posizione sulla legittima difesa e presenta la sua proposta di legge. La Gelmini non lascia dubbi: «Non siamo per il "fai da te" ma riteniamo che l'Italia meriti una legge sulla legittima difesa. Noi vogliamo riconoscere la difesa come un diritto vero e proprio e invertire l'onere della prova: noi vogliamo affermare che la difesa sia sempre legittima. E togliamo la proporzionalità per chi si difende in casa o in ufficio. Inoltre vogliamo che lo Stato riconosca le spese legali e dia un sostegno economico al cittadino offeso»


E.R.


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