Lettera aperta al direttore de "il Giornale" di Laboccetta sul caso Dell'Utri
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Lettera aperta al direttore de "il Giornale" di Laboccetta sul caso Dell'Utri


Un imprudente benvenuto del Direttore de il Giornale a Dell'Utri impone qualche riflessione. Non sarà certo un editoriale tardivo del giornale della famiglia Berlusconi che salverà l'anima di chi poteva fare una battaglia nel nome del garantismo e non l'ha fatta. Ma con quale faccia la figura apicale di quel giornale può scrivere che ieri Berlusconi ha riportato a casa il soldato Dell'Utri? Non dubito che in qualche colloquio privato il capo di Forza Italia possa aver detto belle parole sul conto dell'ex Senatore arrestato. Ma la solidarietà vera si pratica e non si predica. E Berlusconi che poteva far lanciare in questi anni una grande offensiva mediatica attraverso le sue Tv ed i suoi giornali a difesa di Dell'Utri, torturato per anni da giudici insensibili, al limite del disumano, si è ben guardato dal farlo. L'unico quotidiano controcorrente, veramente fuori dal coro, che ha fatto, per convinzione e per libera scelta, una vera campagna di civiltà e di umanità a difesa della vita di Dell'Utri, e per le condizioni squallide delle nostre carceri è stato il Tempo di Gianmarco Chiocci. Questo si va detto. Ed a chiare lettere. E da un altro fronte il Dubbio di Piero Sansonetti. Onore a Radio Radicale. Libero di Feltri se ne è occupato più volte molto seriamente. In particolare attraverso l'ottimo Renato Farina. Anche Belpietro con la Verità non ha disertato. Ma il Giornale del Cavaliere che doveva essere l'alfiere di questa battaglia ha brillato per stitichezza. Senza quasi mai osare. Oggi scrivere che il ritorno a casa di Dell'Utri è un messaggio per Forza Italia mi sembra veramente troppo. Non credo sia quella la strada per rialzarsi. Anche perché una certa magistratura colpì Dell'Utri fin dall'estate del '94 perché intuì che senza la sua presenza Forza Italia, più che una macchina da guerra, sarebbe diventata uno sgangherato esercito da operetta. Purtroppo, il progetto ed il lavoro di Dell'Utri non trovarono, se non in alcuni momenti, una classe dirigente in grado di concretizzarli. Adesso Dell'Utri va lasciato in pace. Lo dico soprattutto a quanti potrebbero avere in animo di strumentalizzare la sua drammatica esperienza. Ho avuto l'onore, il privilegio ed il piacere di incontrarlo e parlargli a lungo costantemente per quasi nove mesi a Rebibbia nella sua celletta ed al Campus biomedico in Roma. Quando altri latitavano. Ora lasciate che l'Uomo possa curarsi al meglio. Che possa godersi finalmente la sua famiglia. I suoi straordinari e coraggiosi Avvocati. Che possa leggere in tranquillità i suoi adorabili libri. I suoi veri farmaci. Per tanto tempo, attraverso i fatti, il Giornale non l'ha posto in cima ai suoi pensieri. Farà bene, a mio modesto giudizio, a continuare su questa linea. Lo dico senza alcuna polemica. Lo dico perché Dell'Utri merita veramente il rispetto di tutti. Berlusconi è estraneo ai suoi domiciliari. E lasciamo perdere le elezioni. Marcello Dell'Utri la sua grande battaglia per Forza Italia l'ha condotta pesantemente in campo aperto. E' stato un grandissimo Generale. È stato ferito più volte gravemente. Adesso ha solo bisogno di cure adeguate e di vera amicizia.

Amedeo Laboccetta

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