La manovra slitta ancora, Gasparri: «Siamo governati da dei poveretti»

La manovra slitta ancora, Gasparri: «Siamo governati da dei poveretti»

Aggiornato il: 22 dic 2018



Una fonte leghista di rango la mette così: «È tutto fatto. Noi penalizzati dai tagli voluti dai 5 Stelle sulle cosiddette pensioni d'oro? No, è tutto sistemato. Quanto dura il governo? Dura finché serve». Ma, intanto, l'interminabile giornata di venerdì 21 dicembre, trascorsa al Senato aspettando "Godot"- maxiemendamento, cuore della manovra di Bilancio, che slitta di ora in ora, fino all'arrivo in aula, suscita via via sempre più l'irritazione e la protesta delle opposizioni. Il senatore Maurizio Gasparri, big di Forza Italia e presidente della giunta delle elezioni di Palazzo Madama, la prende con un pò di ironia: «Tanto abito qui dietro, posseggo 516 cravatte, non ho problemi, arrivasse anche il giorno di Natale, eccomi sempre qui...». Ma Gasparri, in sintonia con quanto ha già detto Silvio Berlusconi che ha definito questa manovra "recessiva", parlando con Spraynews.it va giù duro ed esclama: «Che vi devo dire? Quale Godot? Qui stiamo aspettando gli imb...Siamo governati da imb..., da poveretti che non si sa neppure quale rappresentano, tanto per fare un esempio, delle due piazze di protesta ora a Roma, quella dei taxi e quella dei Ncc... Sono così impreparati questi 5 Stelle che oggi in aula ho sentito il presidente (pentastellato) della commissione Bilancio, Daniele Pesco, chiedere a Roberto Calderoli che presiedeva la seduta: che devo fare?». Gasparri ne ha anche per il presidente della commissione Finanze del Senato, il leghista Bagnai: «Ma insomma, uno che dovrebbe qui parlare di tasse, di flat tax si è messo invece a parlare del conflitto franco-tedesco? Ma via! Gli ho replicato: sì, e allora se vuole oltre che del conflitto franco-tedesco, parliamo della pace di Aquisgrana...». Ironizza Gasparri: «Io ho detto a Bagnai che non sono un professore come lui, che sono un giornalista e che piuttosto bisognerebbe parlare dei tagli all'editoria...».

Intanto, nel centrodestra per l'Abruzzo sembra tutto essere tornato in alto mare per la scelta del candidato alle regionali. Gasparri che succede? Matteo Salvini vi vuole abbandonare, nonostante Berlusconi abbia già dato l'ok a Marco Marsilio di Fratelli d'Italia? Il senatore di Fi: «Veramente Berlusconi ha detto che Marsilio è il miglior candidato possibile. No, Salvini non ci vuole abbandonare, perde però tempo e ogni giorno perso è un giorno perso». Ma tornando alla manovra, ne esce più indebolita la Lega dei Cinque Stelle, oppure è l'inverso? Gasparri: «Salvini, intanto, sta sul pezzo: un giorno abbatte una casa dei Casamonica, un altro si mette le stellette, ma il punto è che gli effetti recessivi della manovra la gente li capirà nel tempo... Bisogna vedere gli effetti concreti. Quelli interessati al reddito di cittadinanza si arrabbieranno verso giugno, poi si arrabbieranno quegli altri sulle pensioni...terranno fino alle Europee...».

Che alla fine il Paese si renderà conto degli effetti "negativi" della manovra lo dice anche Matteo Renzi la mattina alla buvette di Palazzo Madama. Renzi prevede che prima o poi i due contraenti del governo "si sgonfieranno". Poi, un simpatico siparietto natalizio con il viceministro leghista all'Economia Massimo Garavaglia, bocconiano come Giorgetti. Renzi, che ebbe a che fare da premier con Garavaglia nella veste di assessore delegato a tenere i rapporti con il governo, gli dà atto di essere stato "il miglior assessore al Bilancio (in Lombardia)...". Poi l'ex leader del Pd si corregge subito: «...Il migliore dopo quelli del Pd, ovviamente, che sono i più bravi». Ma la sensazione ormai è che Renzi parli ormai del Pd come di un'altra cosa da sè. Anche se certo si tratta sempre di battute, da clima natalizio, aspettando in Senato "Godot", la manovra.


di Paola Sacchi

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