Lo spettacolo delle donne (la rubrica culturale di Michele Lo Foco)

Aggiornamento: 25 feb


Che molte donne, tra quelle belle o che si credono belle, abbiano una travolgente passione per lo spettacolo, non è fatto nuovo.

Ma la strada per apparire in televisione o al cinema è irta di ostacoli e molto affollata, e le occasioni portano a soluzioni diverse, perché una cosa è “Chi l’ha visto” o “Ballando con le stelle” e un’altra il “Grande fratello”.

Di solito, molto di solito, l’autobus da prendere, quello che passa più spesso, è un uomo potente, quantomeno conosciuto, popolare, accreditato: di costui si può essere amanti ma meglio ancora mogli se non ne ha, certamente figlie o nuore.

E lì comincia l’avventura: un programma, una partecipazione, un’ospitata, un film, ma presentazione, qualunque sistema possa funzionare come, scintilla iniziale.

Certo non va sprecata la chance, perché il rischio è che la palese incapacità divenga di dominio pubblico e proseguire molto difficile.

Ma le donne sono furbe e sgomitando all’interno del settore piano piano, ma nemmeno tanto, si creano una cuccia o diventano attrici, ufficialmente.

Sono nate così la Venier, introdotta da Arbore che era allora una potenza, la Perego sostenuta da un calciatore, la Colò, presentata da un famoso tennista, la Isoardi da un politico, la Blasi spinta dal pupone, la De Filippi, inventata da Costanzo che aveva già inventato la Freddi e Marta Flavi, la Ramazzotti creata da Virzì, fino agli esempi storici, la Loren di Ponti, la Zeudi Araya di Cristaldi e potrei non fermarmi più.

Alcune si sono dimostrate all’altezza, altre meno, altre per nulla.

Ma cosa succede quando quelle che hanno centrato l’obiettivo diventano famose ed autonome? Se è vero che la routine rovina i rapporti, a maggior ragione nello spettacolo diventare protagoniste uscendo dall’ombra dell’uomo sa quasi di una vendetta maturata nel tempo, di una affermazione del proprio talento rispetto allo scivolo iniziale, sa di libertà conquistata con la sicurezza, con i soldi e con il lavoro.

Il bacio di Ilary Blasi alla Hunziker, che ha titillato tutto il mondo maschile vuol dire, in fondo, “io sono libera di fare quello che voglio con chi voglio”, così come l’avvitamento sensuale delle sconosciute al Grande Fratello Vip, vuol dire “noi siamo belle, sexy e capaci di tutto”, e chi ha buone orecchie ascolti.

Quasi tutte le donne dello spettacolo hanno lasciato i loro mecenati nel momento del successo, e quasi sempre nel momento di maggior vigore fisico.

Oggi l’Italia, lo dice SanRemo, è un paese inclusivo, che include tutto, rapporti liquidi, rapporti strani, rapporti scandalosi: l’asticella della decenza si è abbassata a tal punto che se uno dovesse confessarsi in Chiesa non saprebbe più quali peccati dichiarare. Oggi in copertina di VanityFair ci sono due cantanti nudi: cantare serve, ma esibirsi è più liquido, più scandaloso, più omosessuale.

Tra questo e una gigantesca orgia nazionale il passo è breve.


Di Michele Lo Foco.

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