Londra vuole espandere le proprie basi militari e Mosca minaccia ritorsioni

Londra vuole espandere le proprie basi militari e Mosca minaccia ritorsioni


Segretario alla Difesa britannico Gavin Williamson

Il Regno Unito sta pianificando di incrementare la sua presenza militare all’estero dopo la Brexit. Il progetto è stato rivelato dal Segretario alla Difesa britannico Gavin Williamson, in una intervista alla fine dell’anno e ha scatenato subito la reazione della Russia. Londra vorrebbe aprire nuove basi militari nel Sud Est asiatico, a Singapore, nel Brunei e nel Mare del sud della Cina o nella Guiana ai Caraibi. Una presenza che Mosca considera come una minaccia ai suoi interessi al punto che ha minacciato di essere pronta a ritorsioni.

La portavoce del Ministro russo degli Esteri, Maria Zakharova ha detto alla stampa che le dichiarazioni di Williamson sono “destabilizzanti” e indicherebbero una accentuazione della politica militare di Londra.


Poi ha aggiunto che «naturalmente la Gran Bretagna come ogni altro Paese è libera di progettare la sua politica miliare ma a fronte di uno scenario caratterizzato dall’aumento degli armamenti e della tensione internazionale, le dichiarazioni di incrementare la presenza militare in tre continenti, oltre ad essere destabilizzante, suina anche come una provocazione». Infine ha sottolineato che «qualora i piani inglesi rappresentino una minaccia per la sicurezza della Russia e dei suoi alleati, il mio Paese si riserva il diritto di prendere le opportune misure di ritorsione». Ma Williamson ha ribadito che altri Paesi chiedono che la Gran Bretagna giochi un ruolo maggiore sullo scenario globale e la Brexit offre l’occasione giusta per realizzare questo obiettivo.


Londra tornerebbe quindi alla strategia del 1968 “A est di Suez” con la creazione di basi militari in Malesia , a Singapore, nel Golfo Persico e alle Maldive. Ma il presidente russo Putin ha detto chiaramente di essere contrario a una espansione della NATO. Nel frattempo Mosca ha condotto una compagnia militare per salvare il regime di Bashar Assad’s in Siria e mantenere le proprie basi navali e militari sul posto. Alcuni politici hanno chiesto che vengano ripristinate le basi russe a Cuba e in Vietnam. Nel corso della visita a San Pietroburgo, la settimana scorsa, il ministro della Difesa della Repubblica del Centro Africa, ha detto che la Russia è la benvenuta se vorrà aprire basi militari in quel Paese. Mosca ha inviato armi ed esperti in tecniche militari quando il Paese ne aveva bisogno, ottenendo in cambio lo sfruttamento delle risorse energetiche.

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