Lorenzo Caravella: Nel mio nuovo libro scandaglio l'animo umano, una complessa macchina farraginosa


Lorenzo Caravella, avvocato e scrittore, ha appena pubblicato il libro di racconti Una complessa macchina farraginosa per Les Flaneurs Edizioni. Ne abbiamo parlato con lui.

Il titolo del libro, Una complessa macchina farraginosa, è molto curioso, puoi raccontarci cosa significa?

Il titolo viene dal primo dei 12 racconti che compongono il libro, ed è un po' una metafora della vita, in quanto siamo tutti un po' una complessa macchina farraginosa, l'umano ha mille risvolti al suo interno e non è sempre facile orientarsi, a volte si imbriglia nelle frazioni a noi sconosciute. Quel racconto narra le vicissitudini di un avvocato che si trova in un unico giorno a vivere una vicenda ai limiti dell'incredibile, quando prima di recarsi in tribunale per difendere degli assassini viene ritrovata nella sua auto sotto casa sua una donna agonizzante, nuda e con della droga. Lui vive sotto protezione delle forze dell'ordine 24 ore su 24, quindi si crea il dubbio su chi possa essere stato e questo dà il via ad una serie di eventi che termineranno il giorno seguente, che lo porteranno a scandagliare i dubbi della sua vita, del sistema giustizia e della gestione dei difensori e degli imputati, quindi si crea una metafora della vita nell'arco di un giorno che ci porta a questo titolo di una complessa macchina farraginosa, che poi sarebbe la giustizia, l'animo umano, tutti noi che messi di fronte all'imprevisto della vita ci rendiamo conto che non siamo mai perfettamente lucidi e che possiamo fare delle stupidaggini o delle follie e poi pentircene.

Mi sembra di capire che il tuo non sia un libro di racconti di puro intrattenimento, ma nei quali provi ad indagare temi metafisici, a dire qualcosa sull'essere umano e l'esistenza. Quale era il tuo obiettivo quando li scrivevi?

Sono racconti che ho raccolto nell'arco di una decina d'anni, in vari momenti della mia vita, e soprattutto ho voluto come dicevi tu scandagliare e raccontare l'animo umano sotto vari aspetti, quelli più nascosti e più intimi, quelli più segreti... ho cercato di scavare a fondo dentro ognuno di noi. Ci sta il racconto della giovane migrante che parte dall'Africa e viene in Italia che però è raccontato in una maniera molto particolare, oppure c'è il racconto del cinematografaro che si districa a Roma nel cinema anni '70 e anche lui ha le sue vicissitudini, quindi ho voluto dare forma a vari personaggi diversi ma che tutti rappresentano problematiche del carattere e dell'inconscio umano. Poi c'è ovviamente l'onirico, la favola, c'è il custode dei sogni ambientato nella Venezia del '700, con questo personaggio che viveva ai limiti della società sconosciuto a tutti che però portava via alle 5 della sera le illusioni e i sogni che non si erano manifestati nell'arco della giornata, lui diceva "alle 5 o si è promossi o si è bocciati, tutto quello che hai fatto nell'arco di questa giornata diventa illusione e io te la devo portar via"; in questo racconto c'è un mondo fantastico ma c'è anche molta realtà del '700, un misto tra realtà e finzione, onirico e metafisico, c'è un po' tutto ma soprattutto c'è l'uomo nella sua interezza, con tutti i suoi problemi e difetti, e ho cercato anche di usare molta ironia nel narrare certi aspetti dell'animo umano.

Ci sono degli autori che ami e che ti hanno ispirato nel concepire i tuoi racconti a livello tematico o stilistico?

Dal punto di vista letterario mi piace tutto ciò che è immaginifico e metafisico, quindi Buzzati tra gli italiani e Kafka. Sicuramente loro due sono un mio modello, però l'ispirazione mi nasce sempre dalla mia curiosità, posso dire che sono molto curioso nell'osservare l'animo umano e gli altri, quindi siccome mi piace incontrare le persone e parlare con loro cerco sempre in maniera molto empatica di approcciarmi a loro con la massima disponibilità. Le persone quando si aprono ti confidano i loro segreti e le loro vulnerabilità e mi piace coglierle senza mai giudicare, perché io non voglio mai giudicare nessuno, però mi piace verificare tutte queste sfumature dell'animo umano e raccontarle. A livello letterario aggiungo che mi piacciono anche le novelle di Pirandello che sono sicuramente le mie novelle preferite.

Il tuo lavoro principale è l'avvocato, in riferimento a quello che mi hai raccontato sopra mi viene da chiedere: il tuo lavoro ti ha aiutato in questo percorso di ascolto e comprensione profonda delle persone?

Sicuramente il mestiere di avvocato mi mette in contatto e a confronto con varie realtà, a volte anche molto crude ma sapendole affrontare con una certa umanità ti permettono sempre di scavare a fondo e di vedere l'uomo nella sua interezza perché molto spesso l'apparenza inganna e poi quando ci si trova a tu per tu con l'avvocato che è anche il proprio confessore si comprendono effettivamente le nostre debolezze e chi siamo. Quindi sicuramente un po' mi ha avvantaggiato. Ma lo ha fatto anche il mio essere molto curioso un po' su di tutto, perché mi piacciono il mondo dell'arte, della letteratura, del cinema, del teatro del quale sono un grande appassionato... e quindi dal teatro alla vita il passo è un attimo.

A livello letterario, questo libro è la tua opera prima o hai scritto altro?

Ho già pubblicato un romanzo. Di solito si fa il contrario, prima si pubblicano i racconti poi il romanzo, e in effetti i racconti sono precedenti ma ho pubblicato il romanzo prima perché gli editori non vogliono quasi mai pubblicare libri di racconti di esordienti. Ho poi un altro romanzo già pronto e uno lo sto scrivendo. Il mio precedente romanzo si chiama "Il mio professore. Qualcuno come te" è la storia di due ventenni che affacciandosi alla vita incontrano un professore dell'Università di Trieste che insegna maieutica e questo, proprio come il buon maestro di maieutica, tira fuori da loro le loro anime immature e le rivolta ad un senso positivo cercando di metterle di fronte alla realtà della vita, trasformandoli in due ragazzi un po' più maturi e dando lui stesso l'esempio attraverso dei gesti eclatanti, perché il maestro nella maieutica deve dare l'esempio non solo con le parole ma con i fatti e vive la sua vita sposando le sue idee e convinzioni.

Di Umberto Baccolo.

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