Lupi (Noi con l'Italia): «Dopo le amministrative, disponibile a incontrare Renzi e Calenda»


Incontro tra Salvini e Berlusconi: «La federazione e il partito unico non sono rivolti solo a Lega e Forza Italia»

Amministrative Milano: «Non mi candiderò in prima persona»

Suppletive: «Palamara candidatura interessante e originale, ma dovrà essere condivisa da tutti»


Maurizio Lupi, leader di Noi con l’Italia, in un’intervista a Spraynews, conferma la fiducia al centrodestra, dichiarandosi anche disponibile alla federazione o al partito unico pur rispettando la presenza moderata, ma allo stesso tempo non esclude, dopo le amministrative, dove nella sua Milano, dove non si candiderà in prima persona, ma comunque presenterà una lista con il suo nome, un incontro con Calenda e Renzi. Per quanto riguarda le suppletive, invece, considera «interessante e originale» la candidatura dell'ex togato Luca Palamara, sempre ponendo come priorità però l’unità della coalizione.


Lupi, nuovo incontro tra Berlusconi e Salvini. Non pensa che velocizzare l’iter per il partito unico o per la federazione possa penalizzare un piccolo soggetto politico come come il suo?


«No. Abbiamo sempre detto che tutti noi stiamo lavorando per ricostruire una proposta maggiorata molto più forte. Se si va sia sulla federazione che sul partito unico, non sono soltanto Forza Italia e la Lega a cui è rivolto il progetto, ma ci saranno delle presenze politiche che rappresentano pezzi importanti di questo centro moderato che deve rimettersi insieme. Si costruisce, quindi, un progetto nuovo se include e se non è un’annessione. Vogliamo una proposta diversa che dia forza al centro nel centrodestra».


Esiste ancora lo spazio per un partito di centro diverso dal centrodestra al centrosinistra?


«Tante volte si dice che destra e sinistra siano superate e antiquate, ma poi alla fine si ritorna sempre, da trent’anni a questa parte, a tale schieramento. E’ evidente, comunque, che la legge elettorale può aiutare o non in tal senso. Finché ci sarà una legge che comunque favorisce un sistema bipolare, centrodestra e centrosinistra saranno delle proposte, che magari si riqualificheranno in maniera più moderna, ma saranno ancora attuali e alternative».


E’ disposto in tal senso a dialogare con forze moderate, negli ultimi anni, orientate più a sinistra come Italia Viva di Renzi o Azione di Calenda?


«Tutte queste forze sono un segnale che anche per chi proviene da una storia di sinistra i valori e le proposte politiche moderate hanno un rilievo fondamentale. Ritengo, che dopo le elezioni amministrative, in vista sia delle elezioni per il Presidente della Repubblica che delle politiche, certamente sarà possibile un incontro tra queste diverse forze politiche».


Intanto si avvicinano le amministrative, a Milano la sua discesa in campo può rivelarsi decisiva. Pur avendo diversi suoi fedelissimi nella partita, sarà protagonista in prima persona?


«La nostra lista si chiama Milano Popolare – Maurizio Lupi. E’ quindi, questo il contributo che darò, avendo una storia di presenza all’interno del Consiglio comunale con Matteo Forte, il presidente della zona 5 e oltre venti consiglieri di municipio, che è giusto siano loro a essere protagonisti. Sarò, quindi, a disposizione, offrendo la mia storia e le mie conoscenze. E’ un aiuto che facciamo a tutto il centrodestra».


A Roma, invece, ritiene che Michetti possa spuntarla?


«Ci lavoriamo e ci credo. La campagna elettorale inizia il 3 settembre e quindi da allora ci saranno quattro settimane dove poter spiegare la ragionevolezza delle proposte della nostra coalizione».


Nella capitale si voterà anche per le suppletive. E’ in corso un dibattito sulla candidatura di Luca Palamara. Fa bene il centrodestra a sostenere quel volto, che nei fatti, è stato il simbolo della battaglia contro la malagiustizia?


«Potrebbe essere una candidatura interessante e originale, anche se Palamara appunto è come San Paolo, si è convertito sulla via di Damasco, cadendo da cavallo. Da alfiere della persecuzione della magistratura politica che doveva governare tutto, si è accorto, essendo stato toccato in prima persona, di cosa significasse la malagiustizia politica. Ricordo che la battaglia per la riforma della giustizia tocca tutti. Il centrodestra, quindi, sta riflettendo, in modo da presentare, come è giusto che sia, una candidatura unitaria».


Gli ultimi giorni sono particolari per Forza Italia. Può esserci ancora una rifondazione, partendo da quella classe dirigente, di cui anche lei ha fatto parte?


«Vediamo. Berlusconi è ancora il punto di riferimento più autorevole non solo di Forza Italia, ma di tutto il centrodestra. E’ chiaro, però, che tutti noi dobbiamo pensare come consegnare al futuro una storia che è stata certamente determinante negli ultimi 25 anni».


Di Edoardo Sirignano

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