Morto durante battuta di caccia l'industriale e nobile Luigi Rossi di Montelera



Luigi Rossi di Montelera, 72 anni, era impegnato in una battuta di caccia in Val di Rhemes, in Valle d'Aosta, quando si è sentito male. A dare l'allarme è stata la guardia del corpo, che è riuscito a trasportarlo fino al vicino Rifugio Benevolo, a oltre 2200 metri di quota, ma il trasporto all'ospedale di Aosta con l'elisoccorso si è rivelato inutile: è morto poco dopo il ricovero in Rianimazione. Esponente della nobile famiglia piemontese della Martini&Rossi, l'azienda in cui ha mosso i primi passi di una lunga e brillante carriera; dirigente d'azienda, industriale, politico. Figlio del conte Napoleone Rossi di Montelera e della contessa Niccoletta Piccolini di Camugliano, Luigi Rossi era uno degli ultimi esponenti della nobiltà torinese.


Laureato in Giurisprudenza a Torino, nell'azienda di famiglia - famosa nel mondo per il Martini e per il vermouth, oltre che per le sponsorizzazioni sportive - è arrivato sino alla vicepresidenza e, dopo la cessione alla multinazionale Bacardi, alla presidenza della Bacardi-Martini. Ma oltre all'azienda di famiglia si è dedicato con entusiasmo alla vita associativa: nella giunta dell'Unione industriali di Torino negli anni '70, è entrato nel consiglio di Federvini di cui è stato presidente dal 1996 al 2002; dal 2003 al 2006 presiede la Federazione nazionale degli industriali alimentari. Nel 2004 assume la presidenza di Confindustria Piemonte, facendo anche parte del consiglio di amministrazione della Cassa di Risparmio di Torino. Sposato con Maria Giulia Malvezzi Campeggi e con tre figli,Niccoletta, Anna Maria e Leone, la sua grande passione è la politica: è giovanissimo quando entra a far parte del Consiglio comunale di Val della Torre, paese dove la sua famiglia possiede un'antica villa. È stato deputato nella Democrazia Cristiana dal 1976 al 1992 entrando a far parte di due governi pentapartito, quelli di Giovanni Goria e Ciriaco de Mita, nel biennio 1987-1989, ricoprendo il ruolo di sottosegretario al ministero di Turismo e spettacolo guidato dal ministro Franco Carraro.


Il suo nome è anche legato ad uno dei primi sequestri della criminalità organizzata: esattamente 45 anni fa, il 14 novembre 1973 il giovane Luigi Rossi di Montelera, appena 28enne, venne rapito da alcuni banditi legati alla cosca dei Corleonesi quando era da poco entrato nell'azienda di famiglia. Fu liberato dalla Guardia di Finanza dopo una prigionia di quattro mesi nel bunker sotterraneo di una cascina di Treviglio, in provincia di Bergamo; llo tenevano in un bunker sotto la stalla cui si accedeva da una botola. La cascina venne demolita soltanto pochi anni fa, nel 2012, per far passare la linea ferroviaria ad Alta Velocità di cui era promotore il Comitato Transpadana, per una «buffa coincidenza», come l'aveva definita lui stesso all'epoca, presieduto proprio da Rossi di Montelera.

In questi ultimi anni Luigi Rossi di Montelera ha presieduto la Banca regionale europea e ha fatto parte dell'Unione cristiana imprenditori dirigenti, del Rotary e del Circolo whist di Torino.

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