Manovra, bagarre in commissione all'audizione di Tria Oggi Conte alla conferenza di fine anno


L'audizione del ministro dell'Economia Giovanni Tria davanti ai deputati della commissione Bilancio è finita in bagarre.


L'ex ministro delle Finanze Pier Carlo Padoan

Prima lo scontro con il suo predecessore, Pier Carlo Padoan, che ha chiesto conto al responsabile del Mef della scelta di aumentare il deficit per sostenere la maggiore spesa per il reddito di cittadinanza e le pensioni a quota 100, cambiando la manovra solo in un secondo tempo per la ragione che così la manovra avrebbe avuto effetti recessivi. Pacata in questo caso la risposta di Tria: «Ci siamo anche trovati di fronte al fatto che alcuni margini di flessibilità chiesti in passato poi non sono stati fatti in realtà. La procedura d'infrazione per il debito non è scattata in maggio perché per il 2020 si prevedevano 20 miliardi di salvaguardie Iva, e il sentiero stretto non ha portato a niente perché il debito sta là e il problema è evitare una procedura d'infrazione sul debito gravissima, che deriva da quello che avete lasciato a maggio». Insomma, Tria ha accusato il Pd del fatto che la situazione attuale dipende dalle manovre fatte in passato dal governo Renzi. Tria ha poi alzato i toni col Pd: «Siete stati bravi a non entrare in una procedura con debito in maggio, cercando un occhio benevolo della Commissione europea. Quello stesso occhio benevolo, in un certo senso, lo abbiamo ottenuto anche noi. Ma è chiaro che la situazione non è facile: dovremo lavorare a lungo. Non cadiamo dalle nuvole».


L'attuale responsabile del Mef Giovanni Tria

Le domande si succedono a raffica dai banchi del Pd, alla fine Tria sbotta: «Mi avete massacrato per un'ora e non mi fate parlare, mi avete criticato per un'ora: potrò rispondere alle critiche o no?». Una reazione che non è piaciuta ai deputati chiamati in causa, con il Dem Enrico Borghi che replica: «Massacrato a chi? Il Governo è ospite del Parlamento».

Sulle pensioni Tria ha ribadito quanto deciso dal governo: «Per quota 100 si confermano l'impianto e l'impatto della riforma. Si potrà andare in pensione con 62 anni e 38 di contributi senza alcuna riduzione dell'assegno pensionistico. I dettagli saranno stabiliti con un apposito collegato alla manovra, anche in questo caso a inizio del prossimo anno. È vero che andando in pensione in anticipo l'ammontare dell'assegno sarà inferiore, ma soltanto perché sono stati versati meno contributi, ma se ne usufruirà per un periodo più lungo».

Nessuna modifica anche per quanto riguarda il reddito di cittadinanza: «L'erogazione al ribasso prevista nel 2019 in 7,1 miliardi per il reddito di cittadinanza non ne modifica minimamente la portata, partirà tra fine marzo e il primo aprile. Il differimento della partenza della misura e l'affinamento delle stime contenute nella relazione tecnica circa il numero effettivo dei richiedenti lasciano invariata la platea potenziale. L'entità massima del sostegno erogato resta invariata».


Il vicepremier e ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro Luigi di Maio

È il vicepremier Luigi Di Maio ad aver fatto il primo passo indietro riguardo al raddoppio dell'Ires per le associazioni di volontariato. «Quella norma va cambiata nel primo provvedimento utile. Si volevano punire coloro che fanno finto volontariato e ne è venuta fuori una norma che punisce coloro che hanno sempre aiutato i più deboli. Non possiamo intervenire nella legge di bilancio perché si andrebbe in esercizio provvisorio. Ma prendo l'impegno di modificarla nel primo provvedimento utile». Alle parole di Di Maio seguono quelle di Tria sulle associazioni di volontariato: «ci sono molti fenomeni di distorsione della concorrenza. Bisogna distinguere chi va sostenuto e chi no».

Oggi a palazzo Chigi ci sarà l'attesa e più volte rimandata conferenza stampa di fine anno col presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Più volte rimandata perché il premier non avrebbe saputo cosa dire a giochi ancora aperti, con la finanziaria ancora in corso cioè. E sicuramente le domande verteranno quasi tutte sulla manovra economica.


di Paolo dal Dosso

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