Maria Sestina Arcuri, la mamma del presunto assassino e quel flirt con Mickey Rourke

Maria Sestina Arcuri, la mamma del presunto assassino e quel flirt con Mickey Rourke


Maria Sestina Arcuri, la mamma del presunto assassino e quel flirt con Mickey Rourke



Dai set cinematografici di Hollywood alle discoteche della Roma bene sul litorale laziale. E' il gossip che avvolge la famiglia di Andrea Landolfi, il trentenne in carcere perché accusato di essere l'assassino di Maria Sestina Arcuri, la ragazza di ventisei anni morta dopo una caduta dalle scale a Ronciglione, in provincia di Viterbo, il 6 febbraio scorso. La madre del presunto assassino, Roberta Landolfi, quando era giovane ha avuto un flirt con l'attore americano, divo di Hollywood, Mickey Rourke. L'interprete, diventato famoso grazie a pellicole cult come “9 settimane e mezzo” e “L'anno del dragone”, durante le sue vacanze romane, alla fine degli anni Novanta, si è invaghito della mamma di Andrea, portando avanti una relazione che è stata immortalata anche dal re dei paparazzi, Rino Barillari.

Sui sentieri della Dolce Vita il fotografo dei vip avvistò i due intenti in dolci effusioni e tentò di scattare la foto, ma Mickey Rourke se ne accorse e lo afferrò per il collo e gli spaccò la macchina fotografica. Poi, insieme con la sua fiamma italiana Roberta, salì in auto e tentò di dileguarsi. Ma Barillari non mollò e li inseguì fino a Fregene, alla nota discoteca Gilda on the beach, dove riuscì finalmente a immortare lo storico scatto, che finì sulle pagine della cronaca mondana del Messaggero. «Ricordo benissimo quello che accadde quel giorno di quella torrida estate:», racconta il re dei paparazzi, «dopo averli inseguiti dal centro di Roma fino al mare, li raggiunsi al locale dove Mickey mi si avventò al collo. Riuscì comunque a fare lo scatto e fu solo grazie ad Angelo Ciccio Nizzo, noto decano dei pr delle notti romane, che non accadde il peggio perché rimise pace tra noi». Quel flirt durò solo per quell'estate, ma di quella storia ancora ne conservano il ricordo tutti gli amici della famiglia, da sempre stimata e rispettata al quartiere Trieste. La morte di Maria Sestina ha sconvolto l'esistenza della sua famiglia e di quella del presunto omicida. Quella tragica caduta dalle scale, sulla quale investigatori ed inquirenti ipotizzano uno scenario che delinea un omicidio volontario, sarà oggetto di una guerra di perizie già dal prossimo 5 marzo, data della seconda udienza. L'avvocato Giacomo Marini, difensore di Andrea Landolfi, è pronto a dare battaglia e grida, insieme con i familiari dell'imputato, la sua innocenza: «Non voglio entrare nel merito di vicende di vita personale e legate alla privacy della signora Roberta, già addolorata per la morte di Sestina e per il calvario giudiziario che sta vivendo suo figlio Andrea. La circostanza che vide protagonista la mamma di Andrea in quella lontana estate non fa altro che rafforzare la reputazione positiva di questa famiglia». Proprio tra consulenti e periti si giocherà la partita della libertà o della condanna per Andrea Landolfi. Sarà compito degli psicologi delineare la personalità dell'imputato. Spiega la psicologa forense Anna Maria Casale, componente del pool difensivo di Landolfi: «Andrea non ha ricevuto sicuramente stimoli ed esperienze negative durante la sua infanzia e adolescenza. Casa della famiglia Landolfi è stata sempre frequentata da personaggi di elevato spessore ed alte qualità morali, che hanno contribuito a formare il carattere valoriale del giovane Landolfi». Accusa e difesa si confronteranno anche su i rilievi balistico forensi che stabiliscono che prima della caduta di Maria Sestina, c' era stata sulla scena del crimine una colluttazione. Inoltre dagli esami tossicologici effettuati all' ospedale Belcolle di Viterbo quando la ragazza era ancora in vita è emerso che il tasso alcolemico di quest' ultima si aggirava intorno allo 0,1 per litro di sangue, quindi elevato se si considera che i due avevano bevuto la sera prima. La Procura della Tuscia, ha prodotto una lista di 76 testimoni che sfileranno in aula.


Articolo di Emilio Colombo fonte (Leggo)

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