Marilù S. Manzini: Con il Covid il sesso è diventato un passatempo contro la noia e la disperazione

Marilù S. Manzini, scrittrice di narrativa erotica e regista


“Oggi si fa sesso perché non si sa che cosa altro fare”


#MarilùManzini, nel suo ultimo #romanzo, Obbligo o Verità, pubblicato come un audiolibro, i due protagonisti, Andrea e Marghe, si rinchiudono per un mese dentro casa per vivere un’esperienza ai confini della sessualità e del piacere. Come un lockdown autoimposto?

Il mio destino è sempre stato quello di anticipare i tempi. O, più realisticamente, il #tempo. Ho scritto “Obbligo o Verità” nel 2019, qualche mese prima che il #Covid venisse a sconvolgere le nostre vite ed era ancora un’evenienza assolutamente imprevedibile. Sono stata una premonitrice, Andrea e Marghe si chiudono in casa per un gioco erotico, che deve durare un mese esatto. Il nome Andrea, ci tengo a ricordarlo, l’ho scelto in memoria di un caro amico che non c’è più, Andrea G. Pinketts.


Un gioco erotico che non si legge, ma si ascolta. Forse perché i rumori sono importanti nel sesso, e nella vita, come gli odori e il contatto fisico?

Se devo essere sincera, penso che anch’io che i rumori siano imprescindibili. Ho scelto la forma dell’#audiolibro, che in realtà è un #audiofilm perché non si sente, come si sarà accorto, una voce narrante, ma la coralità di un film, con un rumorista famoso come Claudio Marani, protagonista anche del mio film, Il quaderno nero dell’amore, in uscita nel 2021, Pino Insegno e le musiche di Francesco Morettin. Ho scelto la forma dell’audiofilm, perché al momento della pubblicazione la gente stava in casa e ascoltarlo in rete era la soluzione più a portata di mano.


Nella peste manzoniana dei Promessi Sposi, il sesso è visto come l’ultima consolazione, l’estremo rifugio. Sta accadendo anche ora con il Covid?

Credo sia già diventato un rifugio estremo. Le persone si annoiano, fanno sesso perché non sanno che altro fare e sono nati, magari per sbaglio, un sacco di bambini. Mi dispiace dirlo, a me sembra che stia venendo a mancare la sfera del piacere sessuale. I protagonisti del mio libro si divertono molto a fare #sesso e a sperimentare qualunque cosa, compresi i giochi a tre con un amico di Andrea o con una prostituta. Oggi, invece, il sesso mi sembra sia solo consolazione e disperazione.


Per combattere il Covid hanno inventato l’espressione “distanziamento sociale”, che non è solo impropria, ma ristabilisce nuovi tabù, come quello del sesso come rapporto osceno, vizio, contagio. Intravede anche lei questo pericolo?

Sono stata premonitrice anche da questo punto di vista. Andrea, il protagonista del mio audiolibro, si ammala di Aids, perché Marghe involontariamente lo contagia. Come oggi, potrebbe accadere con il Covid.


E, quindi, si scappa dal sesso per paura?

Guardi, il mio personal trainer ha trenta anni, è single e non fa sesso da febbraio, da quando è scoppiata la #pandemia. Nove mesi senza sesso, perché ha paura del Covid. Il sesso sta diventando, più che un piacere, una #paura, che si può sconfiggere solo con l’astinenza. E la disperazione, di non poterlo più fare.


Restano, a parte ovviamente l’autoerotismo, due sole possibilità, il partner che ci ritroviamo accanto e il sesso a distanza?

Glielo ho già detto, lo si fa per disperazione. Conosco una coppia di vicini di casa, che avevano già un figlio. Ora è appena nato il secondo, perché durante il primo #lockdown, non sapendo cosa fare, sono andati a letto insieme e lei è rimasta incinta. Un figlio, mi ha detto, non voluto e nato quasi per caso. La mia vicina ha quarantacinque anni e ad avere un altro figlio proprio non ci pensava.


E il sesso a distanza?

Quello esiste da tempo. E ora è ancora più eccitante, perché alla conversazione telefonica, si possono aggiungere, a supporto, i messaggini espliciti e le foto, e le videochiamate, che lo rendono in qualche modo anche visivo e quasi palpabile. I ragazzi adesso fanno tutti così.


Sesso come passatempo, sesso da remoto. Tutto questo che cosa le ispira? Gioia o malinconia?

Mi viene un’infinita tristezza. Io a venti anni o a trenta il sesso lo vivevo con gioia. Un gioia che i #giovani di oggi non hanno mai conosciuto o hanno precocemente smarrito.


Per cosa altro è triste?

Vivo a Milano con mio marito e i miei genitori sono a Modena, divorziati e soli. Mi intristisce pensare che a Natale non li potrò andare a trovare.


E ad Andrea e Marghe che cosa li farebbe intristire?

Ad Andrea la perdita del successo, che ha raggiunto con il concerto nello stadio di San Siro. A Marghe, la fine dell’amore con la donna, per la quale ha lasciato Andrea.


Come definirebbe l’amore e la passione?

Ci sono per me due tipi di #amore, come dice anche Paulo Coelho. Uno è quando ti innamori e resti innamorato per venti anni di una persona, che non ti ha mai voluto. L’amore platonico che non hai vissuto e ne resti intrappolata. L’altro è l’amore di una vita, quello maturo e risolto. La #passione, invece, non si misura con il tempo. Può nascere, esplodere e morire dentro una sola notte. È lo sbattere delle ali di una farfalla.


Per Andrea e Marghe è amore o passione?

All’inizio è passione. Poi, Andrea si innamora di Marghe. Lei no, non lo ha mai amato e lo lascia, quando, a sua volta, si innamora di una donna.


E il sesso che cosa è per loro?

Andrea ha una visione della #sessualità e una personalità molto femminili. All’inizio dell’audiolibro sembra gay. Tanto da confessare, a un certo punto, che gli sembra di scopare il suo amico Paolo e Marghe, nello stesso momento. Marghe, invece, è una di quelle donne che si definiscono madonne in casa e puttane fuori. Un po’ santa e un po’ puttana. Lui riesce a farle fare di tutto. Nella sua innocenza di fondo, a lei piace tanto la perdizione verso cui viene spinta da Andrea. Le piace essere presa per mano e accompagnata, fino a sperimentare la sessualità più trasgressiva, oltre l’immaginazione, alla ricerca del limite.

di Antonello Sette



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