“Meloni antifascista? Cacci allora tutti quelli che nel suo partito inneggiano al fascismo”

Gianfranco Pagliarulo, Presidente dell’ANPI




Presidente Pagliarulo, ha seguito l’inchiesta del giornale online Fanpage, che chiama in causa Fratelli d’Italia. Ha visto il video in cui alcuni dirigenti di Fdi irridono ebrei a immigrati, fanno il saluto fascista, inneggiano al fascismo e al nazismo?


Sono rimasto colpito da due dichiarazione di Giorgia Meloni. Nella prima, del giorno stesso o del giorno successivo, affermava che non c’è nessuno spazio in Fratelli d’Italia per il nazismo, il razzismo e l’antisemitismo. Tutti si sono accorti che in queste sue prime dichiarazioni c’era un convitato di pietra assente: il fascismo. Una dimenticanza che le ha provocato un diluvio di critiche. Leggo ora sui giornali online che la Meloni ha detto su Rete 4 che non c’è nessuno spazio in Fratelli d’Italia per nostalgie del fascismo, razzismo, antisemitismo, folclore e imbecillità.


Quindi, si è di fatto ravveduta?


Sembrerebbe, in effetti, molto interessante. La signora Meloni si è accorta di averla fatta grossa e cerca di rimediare alla gaffe, introducendo il fascismo nelle categorie da mettere al bando nel suo partito. Peccato che la realtà ci dimostra che è esattamente il contrario. La realtà ci dimostra che Fratelli d’Italia ha una serie di rappresentanti ahinoi nelle istituzioni che, invece, si riferiscono implicitamente o esplicitamente al fascismo. Se fosse vero che in Fdi non c’è nessuno spazio per i nostalgici del fascismo, penso che Giorgia Meloni dovrebbe cacciare su due piedi l’assessora regionale all’Istruzione del Veneto Elena Donazzan, che quest’anno ha celebrato il 25 aprile al cospetto delle tombe di quattordici militi nazisti e che qualche tempo prima aveva “simpaticamente” cantato “Faccetta nera” ai microfoni di una radio privata.


Un caso isolato?


No, ci sono decine di amministratori, di consiglieri comunali di Fdi che hanno proposto negli ultimi tempi di intitolare vie e piazze a Giorgio Almirante, che si proclamava orgogliosamente fascista. Potrei continuare con una rosa di comportamenti espliciti da parte di rappresentanti di Fdi nelle istituzioni, riferiti espressamente al fascismo, con forme varie e articolate di apologia dello stesso. Quindi, la toppa della Meloni è peggio del buco. Ha aggiunto il fascismo perché si è accorta in ritardo della gaffe, ma a questo punto deve essere conseguente con se stessa e prendere i necessari provvedimenti contro tutti coloro che si rifanno e si riferiscono esplicitamente al fascismo, a cominciare dall’autorevole rappresentante di Fdi al Parlamento europeo Carlo Fidanza.


Giorgia Meloni ha fatto, nel contempo, notare che nessun dirigente del Pd ha rinnegato il comunismo. Che cosa le risponde?


Mettere sullo stesso piano fascismo e comunismo è un vecchio trucco proprio dei nipotini del fascismo, che cercano di darsi una spolverata democratica ed è anche il classico caso di confondere le acque, come nella famosa notte hegeliana in cui tutte le vacche sono nere. Le dico tre cose. Potrei dirgliele trecento. La prima. Chi mi indica chi devo condannare idealmente e perseguire con le leggi dello Stato? La Costituzione della Repubblica italiana. Una Costituzione che condanna e mette al bando il fascismo. La seconda cosa. Fu il comunista Umberto Terracini a firmare la Costituzione e non il fascista Almirante. La terza cosa. I comunisti, con i democristiani, i socialisti, il Partito d’Azione, i liberali e tanti altri, hanno combattuto nella Resistenza contro i fascisti di Salò. La Meloni non provi, quindi, a confondere le acque con questi giochini da clownerie. Non ci riesce. Fascismo e comunismo sono due cose che non si possono mettere insieme.


di Antonello Sette

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