Migranti riconsegnati a Tripoli da nave italiana, Salvini: «Nostra Guardia Costiera non coinvolta»

Migranti riconsegnati a Tripoli da nave italiana, Salvini: «Nostra Guardia Costiera non coinvolta»



È arrivata nella notte la notizia che, se confermata, aprirebbe a un evento senza precedenti e le cui conseguenze potrebbero essere tutt'altro che lievi. Una nave italiana, il mercantile Asso 28, di supporto a una piattaforma petrolifera nel Mediterraneo, avrebbe soccorso e poi ricondotto in un porto libico 108 migranti che si trovavano stipati in un gommone.


Se fosse realmente questo lo svolgimento dei fatti si potrebbe parlare di respingimento di massa da parte di un'imbarcazione italiana, sotto il coordinamento della Guardia Costiera. Una violazione del diritto internazionale che obbliga le nazioni europee che si trovino a soccorrere in mare dei naufraghi a condurli nel porto sicuro più vicino e da lì far partire le pratiche per l'eventuale richiesta d'asilo dei migranti. Un fatto senza precedenti, appunto, e che richiama a quello di poco meno di un mese fa in cui la nave Vos Thalassa, mentre sembrava dirigersi verso la Libia per ricondurre a terra i numerosi clandestini soccorsi, era poi stata costretta a virare verso l'Italia e a far sbarcare i presenti a bordo in due navi militari italiane per un rischio di sommossa. Questa volta invece non ci sarebbero stati indugi da parte della Asso 28 e del suo capitano, che in accordo con l'autorità marina italiana avrebbe eseguito quanto lungamente richiesto e dichiarato dal capo del Viminale Matteo Salvini, nonostante la Comunità europea avesse più volte ribadito che «nessuna nave europea può riportare migranti in Libia perché contrario ai nostri principi», essendo quello di Tripoli un porto giudicato non sicuro. Sulla questione sono già in atto gli accertamenti dell'Unhcr, l'Alto commissariato Onu per i rifugiati, che ha già rilasciato una nota ufficiale: «Stiamo raccogliendo tutte le informazioni necessarie. La Libia non è un porto sicuro e questo atto potrebbe comportare una violazione del diritto internazionale».


Guai in vista per l'Italia? Di sicuro se la vicenda fosse andata realmente così si aprirebbero scenari incerti, con la possibilità addirittura che il capitano dell'imbarcazione coinvolta e i vertici della Guardia Costiera, l'ente considerato a capo dell'operazione, possano finire in Tribunale.


Non esiste però soltanto una versione dei fatti, così come rilasciata dalla ong spagnola Open Arms, che ha a bordo delle sue imbarcazioni anche il deputato di LeU Nicola Fratoianni. Anche il ministro degli Interni Salvini, interpellato, avrebbe fornito una diversa rappresentazione degli eventi, in cui l'Italia non sarebbe per nulla coinvolta. «La Guardia costiera non ha coordinato e partecipato a nessuna di queste operazioni, come falsamente dichiarato da una Ong straniera e da un parlamentare di sinistra male informato». Pur non citando la Asso 28 o il ruolo che avrebbe svolto subito dopo il salvataggio in mare dei 108 migranti, il vicepremier leghista ha voluto precisare che non ci sarebbe stato minimo coinvolgimento da parte dell'autorità marina italiana, rimandando il coordinamento dell'operazione alla Guardia costiera libica. Conferme arrivano anche dal centro di comando di Roma che, tramite una nota, spiega come le operazioni «si sono svolte sotto il coordinamento dei libici».


Un giallo consumatosi a largo del Mediterrano, di fronte alle coste del Nordafrica, che riaccende una questione solo apparentemente assopita negli ultimi giorni e che conferma la linea italiana, dopo l'endorsement incassato dal premier Giuseppe Conte nella sua visita a Washington dal presidente Usa Donald Trump, che avrebbe indicato al resto dell'Europa la via "salviniana" come unica soluzione al problema migratorio.


Nel frattempo dalla Libia proseguono le partenze in massa, e solo negli ultimi due giorni sarebbero alle prese con il mare circa seicento persone, individuate dall'elicottero della ong francese Pilotes Volontaires, trecentocinquanta delle quali ricondotte in Libia dalla Guardia costiera di Tripoli e, per ora resta una presunzione, anche dalla nave italiana Asso 28.

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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