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Militari, dopo quarant'anni si cambia: ecco il primo sindacato



Dopo quarant’anni si cambia: addio al Cocer. Per la prima volta nella storia, anche le Forze Armate avranno una rappresentanza sindacale democratica. Finisce l’epoca del Consiglio Centrale di Rappresentanza Militare, istituito nel 1978, l’unico organo ad avere funzione di tutela dei lavoratori in ambito delle Forze Armate. «Il 3 luglio abbiamo depositato l’atto costitutivo del Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Militari e nelle prossime settimane inizieremo a operare», parola di Salvatore Rullo, che ricoprirà il ruolo di presidente del Siulm, il primo sindacato militare italiano.

Una svolta storica che muterà il rapporto tra i lavoratori e l’amministrazione dello Stato, e che arriva con un colpo di mano della Corte Costituzionale che in una sentenza permette al Paese di evolvere nella direzione di un nuovo modo di concepire la rappresentanza sindacale anche per gli appartenenti alle Forze Armate. In ogni caso, per attuare il processo, è necessario una legge del Parlamento che abbia la forza di cristallizzare a norma il contenuto di questa piccola, grande rivoluzione. In merito, esiste una proposta di legge presentata dal Movimento 5 Stelle, prima firmataria il deputato Emanuela Corda, il cui articolo 1 parla chiaro: «I militari possono costituire associazioni professionali a carattere sindacale. Non possono aderire ad altre associazioni sindacali».

In attesa della legge, è la storia a parlare


E.R.

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