Mondragone, Palamara e Primavera Meridionale lanciano la rete per la giustizia



“Parlare di giustizia oggi equivale a parlare di democrazia e libertà”. Non utilizza giri di parole Luca Palamara, che in occasione della presentazione del libro “Lobby&Logge”, tenutasi presso il Palazzo Ducale di Mondragone, lancia “Oltre il sistema”, movimento civico che ha come scopo quello di mettere insieme le anime garantiste del paese.


Nel convegno, organizzato da Primavera Meridionale, associazione fondata da Sabino Morano, dopo i saluti del primo cittadino Francesco Lavanga, che ha sottolineato appunto la volontà della comunità di organizzare eventi a temi con relatori di spessore nazionale, si è partiti dalla metapolitica, ovvero dalla necessità di trovare uno spazio di discussione precedente l’azione di governo. “La nostra associazione – sostiene Morano – ha come fine riportare al centro del dibattito tematiche che toccano da vicino la vita delle persone”. Un esempio, appunto, la battaglia di Luca Palamara. “Questa è una delle diverse questioni che affrontiamo con passione e interesse. Riteniamo che debba tornare a esserci quell’equilibrio tra poteri, troppo spesso venuto meno. Mentre i cittadini perdono fiducia nella politica, la magistratura si è presa uno spazio che non le compete”.


Un argomento su cui si è soffermato anche il padrone di casa, l’onorevole Mario Landolfi: “I casi di malagiustizia sono ormai all’ordine del giorno. Ecco perché servirebbe quanto prima una riforma o meglio ancora una commissione parlamentare che stia al di sopra dei togati e vigili affinché non si verifichino ingerenze che nei fatti hanno determinato quanto accaduto negli ultimi anni. Soltanto così sarà possibile fermare una piccola parte di magistratura, che non ha niente a che vedere con la maggior parte dei giudici, che utilizza la giustizia come arma per abbattere il nemico di turno”.


L’avvocato Alessandro Diddi, quindi, ha ripreso alcuni processi noti, come quello ad esempio relativo a Mafia capitale o all’inchiesta Why Not. A suo parere serve quanto prima una riforma che parta da quanto immaginato dal ministro Cartabia, ma sia allo stesso tempo di andare oltre. “E’ solo un punto di partenza. E’ indispensabile un cambiamento radicale. L denunce di Palamara non bastano. Occorre che si agisca subito per cambiare un sistema, che tutti conoscono, ma su cui nessuno ha il coraggio di mettere mano”.


Luca Palamara, pertanto, la necessità di “continuare a squarciare quel velo di ipocrisia che attanaglia da tempo la giustizia nelle sue poliedriche forme. Serve dire basta al potere delle correnti, ai carrierismi e ai tifi ideologici. Dalla riforma strutturale della giustizia può nascere qualcosa in grado di dare una concreta speranza di rilancio per l’Italia. Intendo continuare la mia marcia per il Paese e invito tutti coloro che condividono tale ideale a mettersi insieme e fare in rete affinché quanto discusso prima dei referendum, non rappresenti l’ennesima discussione che poi finisce nel dimenticatoio e non è causa invece di cambiamento reale”.

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