Morta per choc anafilattico, due indagati nel ristorante pisano




A poche ore dalla triste fine di Chiara Rebechini, la ventiquattrenne deceduta la scorsa notte a causa di uno choc anafilattico dopo una cena con alcuni amici in un ristorante della provincia di Pisa, hanno detto i suoi genitori tramite il loro avvocato: «In questo momento vogliamo solo che la morte di Chiara non sia stata vana e per questo rivolgiamo un appello a tutti affinché di queste forme allergiche si parli senza reticenze o discriminazioni». E aggiungono: «Non vogliamo entrare nel merito del caso specifico anche perché saranno le indagini a fare piena luce su quanto accaduto, vogliamo però dire a tutti che queste allergie sono sempre più diffuse ma purtroppo ancora molto sottovalutate, spesso anche da coloro che sono costretti a conviverci» lanciando così un messaggio di grande importanza per la salute delle persone coinvolte, nonostante il loro immenso dolore.

Intanto che si attende il referto dell’autopsia eseguita in data di oggi, i carabinieri stanno indagando su due persone, uno dei quali il proprietario del locale, che prestano la loro opera nell’agriturismo Colleoli, sulle colline di Palaia. Stando a quanto è stato riscontrato dagli inquirenti, Chiara, avrebbe ordinato delle bruschette come antipasto, seguite da un piatto di penne al ragù di cinghiale e quindi da una vellutata di piselli in crosta di pane. Da questo menù resta difficoltoso capire cosa abbia potuto scatenare la gravissima reazione allergica da parte dell’organismo della giovane, visto che lei stessa aveva sempre molta attenzione nello scegliere il luogo dove cenare; inoltre proprio in quello stesso locale, insieme con il fidanzato, avevano già pensato di organizzare il loro pranzo di nozze. Tutto questo induce a pensare che Chiara fosse assolutamente sicura e tranquilla di ciò che aveva ordinato. Quindi, questa volta, fatale, qualcosa deve essere cambiato negli ingredienti. Una “variabile” mortale purtroppo. Una fortuita, casuale contaminazione con alimenti ai quali la povera Chiara era allergica, ovvero il latte e le uova?

Non resta che attendere il referto dell’autopsia e auguraci che questa morte non sia vana e serva a sensibilizzare sempre più chiunque perché si riducano drasticamente simili incidenti.

DPF

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