Morto Alberto Alesina, il teorico dell'"austerità espansiva"

Morto Alberto Alesina, il teorico dell'"austerità espansiva"

E' morto negli Stati Uniti l'economista e docente dell'Universita' di Harvard, Alberto Alesina. Aveva 63 anni. Lo ha reso noto in un tweet l'economista David Wessel, direttore del Centro Hutchin sulla politica fiscale e monetaria, il quale precisa nel suo messaggio di avere appreso la notizia da un altro economista David Cutler. Noto e seguito in Italia soprattutto per i suoi editoriali a quattro mani con Francesco Giavazzi, Alberto Alesina era stato uno dei primi laureati del Des, quel corso di Discipline Economiche e Sociali nato nel 1974 che ha reso famosa l'Universita' Bocconi nel mondo intero. Nato a Broni (Pavia) il 29 aprile del 1957, era professore di Economia Politica all'Universita' di Harvard ma continuava a collaborare anche con l'ateneo milanese di via Sarfatti. Alesina e' morto nelle scorse ore per un attacco di cuore mentre passeggiava in montagna negli Stati Uniti, sua patria adottiva. Il libro scritto a sei mani con Giavazzi e Carlo Favero, "Austerita', quando funziona e quando no", pubblicato l'anno scorso da Rizzoli, ha da poco ottenuto il premio Hayek, intitolato all'economista liberale premio Nobel nel 1974, l'austriaco-britannico Friedrich August von Hayek.

Quello dell'"austerita' espansiva" era uno dei cavalli di battaglia dell'economista di Harvard, che gia' nel 2009 l'aveva teorizzata in uno studio, poi criticato dai nemici dell'austerita' come il premio Nobel Paul Krugman. La teoria espressa negli ultimi lavori, sintetizzata da Favero, uno dei coautori di Alesina nell'ultimo libro, e' che "l'austerita' puo' essere capita paragonandola a una medicina necessaria che da' effetti collaterali, che vanno minimizzati. Per l'economia, la malattia e' l'alto debito pubblico. Si tratta di un male che viene ereditato dalle generazioni future, su cui manifesta i propri effetti piu' perniciosi () L'austerita' basata sulla riduzione della spesa pubblica e' meno costosa in termini di crescita ed e' piu' efficace nella stabilizzazione del rapporto debito/Pil rispetto all'austerita' basata sull'aumento delle entrate del settore pubblico". Tanti i messaggi di cordoglio diffusi sui social network alla notizia della scomparsa dell'economista, ma non sono mancate anche le critiche da parte di chi ha sottolineato i non trascurabili effetti sociali delle sue teorie economiche.

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