Napoli, Maresca va oltre il tradizionale centrodestra




Il giudice Catello Maresca a Napoli sarebbe pronto a sposare una coalizione che va oltre i confini del centrodestra. Il magistrato, a margine della presentazione del libro “Il Sistema”, tenutasi presso il teatro Sanazzaro e organizzata dall’associazione “Polo Sud”, alle domande dei cronisti sul suo posizionamento in vista delle prossime amministrative, aveva lasciato intendere come l’intenzione è quella di allargare il tradizionale campo del centrodestra, magari sfruttando proprio il vento dell’ “anti-sistema”, di cui Palamara è portavoce e che nei fatti gli consentirebbe di attrarre consensi a diverse latitudini.


Lo stesso togato, infatti, è consapevole di come nel capoluogo partenopeo non sia facile superare il centrosinistra per struttura. A livello di sezioni e organizzazione, si sa come i progressisti, nel capoluogo campano, siano certamente più radicati rispetto ai partiti della coalizione conservatrice, come nel caso del Partito Democratico e dei 5 Stelle che proprio in quella realtà hanno una delle poche roccaforti. Ecco perché Maresca per battere l’ex ministro Manfredi ha intenzione di superare i tradizionali steccati e andare oltre: «Parlerò con tutti i partiti che vorranno farlo. Ho una formazione cattolica e moderata. Sul centrodestra e centrosinistra, ritengo tali schemi superati da tempo. Non è stato Salvini a propormi. Non sono il candidato di nessuno, ma della gente».


Un problema, considerando il percorso di Maresca, ad esempio, è la questione Cesaro, che però nei fatti resta il motore della parte più importante di Forza Italia: «Non siamo colpevolisti – aveva dichiarato – ma chi ha procedimenti giudiziari in corso dovrebbe fare autonomamente un passo di lato fino al termine dell’iter». Non sarebbe gradita tanto a Maresca neanche la figura del consigliere regionale Marco Nonno di Fratelli d’Italia. Lo stesso magistrato probabilmente faceva riferimento anche a lui quando parlava di «compagni di viaggio con cui non condivideva un percorso».


Diverso, invece, sarebbe il rapporto con la ministra per il Sud Mara Carfagna, stimata dal togato e con cui da tempo ci sarebbe un dialogo, così come con alcuni esponenti della Lega. Per accaparrarsi la fiducia del magistrato, infatti, bisognerà avviare una sorta di operazione restyling all’interno di un campo, su cui serve certamente presentare qualche novità.


Edoardo Sirignano

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