Nel valzer delle poltrone Rai De Santis e Coletta non sono così forti come appaiono

Nel valzer delle poltrone Rai De Santis e Coletta non sono così forti come appaiono



Lasciate perdere ascolti e share vari. Im Rai i veri programmi che vanno per la maggiore sono quelli che non vedete: il valzer delle poltrone e le porte girevoli. In pratica mentre i telespettatori si dilettano, si far dire con i David di Donatello o le solite sceneggiate della Isoardi e della Clerici, i vertici aziendali sono freneticamente affannati nell’occupare le poltrone e nello spostare i nomi da una parte all’altra. In attesa di capire chi saranno i nuovi vice direttori di Rete (la partita è apertissima, soprattutto a Rai Uno e a Rai Tre dove i direttori titolari, Teresa De Santis e Stefano Coletta, non sono così forti come appare) si è accesso il ventilatore dei corrispondenti, uno dei posti più ambiti per chi vuol stare al sicuro. Stefano Ziantoni, dovrebbe tornare a Roma, lasciando la sede di Parigi su sua richiesta. Anche Alberto Romagnoli, per suo espresso desiderio, dovrebbe lasciare Bruxelles. Due caselle da responsabili di sedi estere che rimarrebbero libere per figure apicali rimaste senza una collocazione. E qui scatta la giostra. Andrea Montanari, ex direttore del Tg1, e Nicoletta Manzione, ex direttore di Rai Parlamento, sono i nomi forti. A Bruxelles resta, comunque, un altro spazio (non da capo), che è quello lasciato libero da Antonio Preziosi, ora direttore di Rai Parlamento.


Cambiamenti significativi riguardano America e Cina. Sarebbe già stata presa una decisione in merito, destinando la responsabile dell'ufficio di corrispondenza di New York, Giovanna Botteri, a Pechino e, viceversa, il responsabile di Pechino Claudio Pagliara a New York. Una decisione che, secondo i rumors, sia stata dettata da motivazioni politiche. Il mandato della Botteri a New York scade il 30 aprile ma, trattandosi di un 'trasferimento' complesso, potrebbe concretizzarsi a ridosso o dopo la pausa estiva. Sullo sfondo resta ancora un desiderio tutto da realizzare l’apertura di una sede Rai a Washington, questione particolarmente cara al presidente Marcello Foa e sulla quale l’amministratore delegato Fabrizio Salini sta lavorando per trovare la giusta soluzione tecnica e pratica. Dulcis in fundo la vicenda Iman Sabbah: la corrispondente di Rai News 24 a Parigi dovrebbe rimanere lì. Sarebbe ormai esclusa di farle fare la vicedirettrice a Rai Parlamento, dopo i dubbi emersi (e ancora non sciolti) rispetto alla possibilità che una giornalista iscritta nell'elenco degli stranieri possa assumere l'incarico di vicedirettrice. Nel capitolo 'direttori in attesa di collocazione' ci sono ancora l'ex direttore di Rai1 Angelo Teodoli e l'ex direttore di Rai2 Andrea Fabiano. Infine nel gioco dell’oca giallo verde, quello dettato dall’occupazione militare della Rai messo in atto dalla Lega, Fabrizio Ferragni, ex redattore del Tg1 distaccato alla comunicazione, dovrebbe ottenere la direzione delle relazioni istituzionali e internazionali. Un posto creato appositamente per lui in modo da ridurre il peso degli altri responsabili della comunicazione.


di Alberto Milani

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