Nella Cdu della Merkel vince la continuità, ora la partita si sposta a Berlino



Ha vinto la linea della continuità. Il Cdu, il partito della Merkel, non ha avuto il coraggio di strappare con il passato e ha eletto quella che è considerata l’erede naturale della Cancelliera. Annegret Kramp-Karrenbauer l’ha spuntata sul candidato di rottura, Merz, pupillo del falco Schauble, e nella corsa sono stati determinanti i voti del giovane Jens Spahn, il ministro della Salute, cattolico ma omosessuale dichiarato. I delegati hanno scelto la Karrenbauer con 517 voti, pari al 51,75%, contro i 482 andati al suo sfidante al ballottaggio. L’altro candidato, il ministro della sanità Jens Spahn, si è fermato invece al primo turno. Lo scarto non è grande e ora il compito della Akk come viene soprannominata Annegret, sarà di conciliare le due anime della Cdu e superare quei conflitti che sono emersi nella fase finale della gestione Merkel.


È vero che Annegret ha fatto di tutto per scrollarsi di dosso l’etichetta di mini-Merkel ma è altrettanto vero che il partito l’ha scelta proprio perché delfina della Cancelliera e quindi digeribile per i socialdemocratici. Una figura, quindi di tenuta della Grosse Koalition di cui Frau Merkel ha ancora bisogno per governare. L’Spd vive una stagione di grande fragilità e la vittoria di Merz, dichiaratamente critico dell’alleanza, avrebbe avuto un effetto troppo dirompente sui deboli equilibri a Berlino. Akk avrà il compito di modernizzare il partito ma nel segno della continuità. E questo è tranquillizzante per i Cristiano Democratici. Il tributo riservato alla Merkel, mentre ha salutato il partito dopo 18 anni di guida incontrastata, il lungo applauso, una vera e propria standing ovation, è il segnale che la Cdu crede ancora nella leadership della Cancelliera per traghettare il Paese nella fase più difficile della Germania come dell’Europa.


E il primo traguardo sono le elezioni europee. Non è un caso infatti che nel suo discorso davanti al congresso Cdu, Karrenbauer abbia rimarcato che “il nostro compito è vincere l’appuntamento del voto di primavera con Manfred Weber“, invitando il suo partito ad avere “coraggio” e quindi a “non inseguire i pittori neri“, con un chiaro riferimento all’Alternative fuer Deutschland. Nel discorso di saluto, la Merkel ha lanciato la sfida ai populisti. “Essere conservatori oggi non significa solo conservare, guardare al passato, sedersi sugli allori o rinchiudersi all’interno dei propri confini nazionali”. Una dichiarazione e un avvertimento lanciati ai tanti nuovi tribuni di un populismo che a torto rivendicano di essere conservatori. “L’Europa di oggi non può essere dipinta in bianco e nero. Il mondo è complesso, ha tante, tantissime sfumature e per risolvere le sfide bisogna continuamente rinnovarsi, essere aperti, trovare le risposte giuste pur rispettando tradizioni e valori”. Angela Merkel terminerà il mandato da Cancelliere nel 2021. Ma la possibilità che arrivi fino alla fine, dipenderà molto dalla capacità del suo successore Annegret.


di Laura Della Pasqua

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