Non si ferma la protesta dei pastori sardi ma per Centinaio il prezzo del latte lo fa il mercato

Non si ferma la protesta dei pastori sardi ma per Centinaio il prezzo del latte lo fa il mercato



Continua la protesta dei pastori sardi. L’ipotesi di portare il prezzo del latte a 72 centesimi il litro, per arrivare nel giro di due mesi a un euro, scaturita dal tavolo dal tavolo istituzionale composto dal ministro delle politiche agricole Gian Marco Centinaio, dal presidente della Regione Francesco Pigliaru e dall’assessore all’Agricoltura, è considerata irricevibile. La trattativa quindi continua serrata. «Stiamo lavorando giorno e notte, le posizioni di pastori e industriali sono più vicine rispetto a qualche giorno fa e continueremo a lavorare fino a trovare una soluzione» ha assicurato il vicepremier Matteo Salvini in Sardegna per la campagna elettorale.


La querelle sul prezzo del latte rischia di pesare sul voto per il rinnovo della presidenza della Regione che in questo momento politico rappresneta qualcosa di più di un semplice appuntamento territoriale. Dopo l’Abruzzo, la Sardegna è un altro test del rapporto di equilibri tra Lega e 5Stelle. Questo spiega la fretta con cui Salvini sta cercando di chiudere la partita con i pastori. Gli allevatori hanno concordato con il ministro Centinaio tre giorni di tregua per lascia spazio alla trattativa. La tensione resta alta. Un'assemblea è stata indetta a Macomer, nel centro Sardegna, ai cancelli di un'azienda casearia. Al momento gli allevatori non sembrano orientati ad approvare l'accordo così come formulato al tavolo di filiera: 72 centesimi, dicono, sono pochi e non ci sono garanzie di ottenere in due mesi quell'euro al litro chiesto dai pastori. Mancano ancora interventi strutturali, denuncia il mondo delle campagne, e anche i 50 milioni messi a correre dal Governo e dalla Regione per abbattere le eccedenze di pecorino romano, vengono visti come una misura tampone, che non assicura la stabilità del prezzo nel tempo.


Centinaio, ospite della trasmissione 'Uno Mattina' della Rai ha ribadito che «a un euro ci si arriva, ma in base alla richiesta e al prezzo di mercato al quale il pecorino deve arrivare. Ma le industrie di trasformazione ci dicono che ora non riescono ad arrivarci. Con tutte le operazione che mettiamo in campo, l'obiettivo è appunto arrivare oltre l'euro che chiedono i pastori» . Poi ha spiegato che «attualmente la produzione è superiore alla richiesta e questo fa scendere il prezzo». Per Centinaio è "interessante" la proposta di 72 centesimi per i mesi di febbraio, marzo e aprile per poi arrivare a novembre con un saldo che prende in considerazione il prezzo medio del latte da novembre dello scorso anno a questo. Il ministro ha rilanciato la proposta di «nominare un prefetto che si occupi di gestire, analizzare e fare indagini sui potenziali abusi, controllare eventuali violazioni della legge da parte della filiera. Noi stiamo parlando di una Dop, una eccellenza della nostra enogastronomia. Se ci fosse latte, come dice qualcuno, proveniente dalla Romania, allora sarebbe un problema. E quindi è giusto fare i controlli ».

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